La libertà di parola in Bahrain resta ancora un diritto per pochi. Ayat al-Qurmezi, la poetessa ventenne che aveva letto alcune poesie critiche nei confronti del re e del primo ministro della piccola monarchia, è stata condannata domenica a un anno di prigione. La lettura era avvenuta durante le manifestazioni dello scorso Febbraio, quando, sotto la spinta dell’ondata rivoluzionaria degli ultimi mesi, i gruppi all’opposizione (d’impronta sciita) avevano finalmente alzato la voce contro il governo sunnita.
Le ragioni politiche s’intrecciano a quelle religiose. Ma resta soprattutto l’assurdità di una sentenza che condanna in primo luogo la libertà di parola, rivolta contro una poetessa che aveva osato porre al re Hamad bin Isa al-Khalifa, le più umane tra le richieste: “Noi siamo le persone che l’umiliazione ucciderà e la miseria assassinerà. Non sentite i loro lamenti? Non udite le loro grida?”
[fonte: MAARS News]
Per DEApress, Simone Rebora
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