[cfr. Notizia ANSA]
Di fronte ai recenti eventi in Egitto, il mondo dell’informazione libera e indipendente non può non sentire l’enorme peso dei soprusi subiti, e domandarsi fino a che punto questa situazione sia percepita dai comuni cittadini.
Aveva certo ragione il nostro Presidente della Repubblica quando ha messo in guardia dalla recente evoluzione della pratica giornalistica in Italia. L’eccessiva attenzione data alla scena giudiziaria (o meglio: alla oscenità giudicata), alla stampa scandalistica e alla cronaca nera, distolgono i nostri occhi da ciò che avviene fuori dai nostri confini – che divengono sempre più barriere per il nostro sguardo e comprensione.
Forse non ‘guadagneremo’ niente dall’apertura dei nostri orizzonti culturali, ma dovrebbe al contempo preoccuparci la chiusura che sempre più oggi viene professata, da partiti che da ‘marginali’, sono divenuti i veri detentori del potere effettivo (e non parlo né di Cavalieri, né di Futuri, sogni o Libertà…)
Di fronte alle aggressioni subite da Al Jazira, la nostra piccola agenzia di stampa non può rimanere nel silenzio o, peggio, dedicarsi a discutere i misteri della vita privata del nostro Primo Ministro – la cui immagine, forse, è già talmente corrotta ab origine da non ‘meritare’ affatto ulteriori attacchi (quando ormai, la sua unica preoccupazione sembra quella di crearsi una futura fama di ‘vittima’).
Lasciamo da parte, allora, il nostro – già sufficientemente tormentato – paese, e volgiamo lo sguardo al mondo: sarà solo imparando a guardarle ‘dal di fuori’, che potremo realmente comprendere le nostre sciagure interne.
Simone Rebora
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