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Storie dell'Eni

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L'Eni, come è risaputo, oggi come ieri, rappresenta un grande colosso dell'industria del petrolio e soprattutto delle intersecazioni politiche in esso.  Due volumi recenti ci parlano dell'Eni, con tesi diverse, ma certamente interessanti. Partiamo da un mistero, quello che ha legato l'Eni, il colosso politico, al destino di Enrico Mattei. Si sa che la gestione Mattei fu fra le più innovative ed interessanti della struttura; ma il nostro legò la sua vita al suo destino che si realizzò su un volo aereo mai giunto a destinazione. Non ci meraviglia quindi che un attento osservatore dei tempi come Pier Paolo Pasolini, si sia interessato a Mattei, all'Eni, alla politica democristiana e a un libro misterioso, quel Petrolio che ha avuto una gestione editoriale molto travagliata, tanto che, non si sa come e perchè, un manoscritto inedito, sarebbe passato per le mani di Marcello Dell'Utri.  Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un'unica pista all'origine delle stragi di stato è il volume scritto da Giuseppe  Bianco e da Sandra Rizza, edito da Chiarelettere (230 pag. € 14.60). I due autori sono intelligenti perchè tracciano un percorso indispensabile per comprendere l'interconnesione fra Mattei, Pasolini e la politica. Con documenti di prima mano, con un'intervista inedita a Giuseppe Pelosi (l'assassino di Pasolini), i due autori cercano di aprire un varco nelle oscurità di questa brutta faccenda. E' un libro che si legge con apprensione, con profondità d'intenti; la verità rimane nel tempo, ma almeno i due autori provano a stipulare un patto con il lettore, quello della verità. Giulio Latini invece scrive sull'Eni e sul suo impegno verso la cultura. Forse non tutti sanno che l'ente ha sempre tenuto a documentare il proprio lavoro, le proprie ricerche. Rimane emblematico il documentario che fu commissionato a Joris  Ivens L'Italia non è un paese povero, vero documentario sulle condizioni di estrema miseria in cui versavano gli abitanti di Pisticci (ma non solo di questo parla Ivens). Il film non arrivò mai in televisione (l'accordo prevedeva la trasmissione sul canale nazionale), addirittura si persero le copie e Ivens fu "licenziato" dall'ente. Naturalmente l'Eni rimediò commissionando documentari a registi che fossero disponibili a raccontare la storia "promozionale" dell'ente. Nel suo volume L'energia e lo sguardo. Il cinema dell'Eni e i documentari di Gilbert Bovay (Donzelli 198 pag. € 20) è un'altra faccenda  quella tracciata da Latini, il quale si sofferma sulla storia cinematografica del documentario Eni e lo fa con forte piglio analitico. E' avvincente il suo studio e pone un pilastro nella storia della cinematografia documentaristica. Prezioso è poi il dvd allegato al volume nel quale sono contenuti i film Oduroh, Gli uomini del petrolio, Africa:nascita di un continente.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 11 Febbraio 2012 20:29 )  

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