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A.I Fair AltaRoma

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A.I FAIR 2012. UNA VETRINA PER L’ARTIGIANATO DI LUSSO MADE IN ITALY

Domenica 29 gennaio, all’interno della suggestiva cornice del Tempio di Adriano a Roma, si è tenuta la seconda edizione di A.I Fair, la fiera delle vanità artigiane, in occasione della kermesse capitolina Altaroma dedicata alla moda made in Italy.

 

Il progetto, pensato e promosso da Clara Tosi Pamphill e Ornella Cicchetti, nasce dall’idea di creare una fiera completamente dedicata alle intelligenze degli artigiani italiani, virtuosi della tradizione e protagonisti dell’attualità.

Una nuova concezione di lusso, in cui storia, contemporaneità e cultura del fatto a mano s’incontrano dando vita ad un vero e proprio laboratorio di moda e design ma anche di fotografia, editoria e food in cui la poliedricità creativa degli artisti non conosce limiti, si apre a nuove prospettive e risponde alla recessione con nuove idee e prodotti unici.

All’interno degli spazi del Tempio di Adriano, in un’atmosfera coinvolgente di musica, luci colorate e installazioni video, un’autentica officina di creatività e artigianalità aperta a pubblico e curiosi.

Ad accogliere i visitatori, gli artigiani del lusso che, per l’occasione, hanno avuto la possibilità di mostrare i loro prodotti, di rendersi visibili nello scenario della haute couture internazionale.

Creazioni originali, pezzi unici, nuovi brand, edizioni limitate; sono questi gli ingredienti principali di A.I Fair 2012 che anche quest’anno si riconferma luogo di espressione artistica e manuale del mondo dell’artigianato.

“StudioPretzel”  propone T-shirt “logate” e camicie uomo e donna in mussola, morbida e leggera, dai tagli semplici e comodi ma impreziosite da pregiati bottoni fasciati con cotoni stampati giapponesi.

Interamente realizzati a mano senza l’ausilio di macchinari, gli articoli di “StudioPretzel” incarnano una filosofia di vita che pone davanti a tutto la qualità e il valore estetico. Nato all’interno di attività legate alla fotografia e agli eventi, in un seconda fase di evoluzione, lo studio si affaccia al mondo della moda presentando all’ultima edizione di Pitti Immagine la preview della collezione estiva.

“Le Gallinelle” presenta le sue creazioni di TNT, tessuto non tessuto, con scritte e frasi stampate, originali e rese uniche grazie alle applicazioni in coccio. “La collezione -così si è espressa una delle stiliste- nasce dall’idea di creare abiti attraverso l’impiego di qualsiasi materiale. Il TNT, per esempio, è generalmente utilizzato come materiale per le buste; partendo da questo principio abbiamo concepito abiti per così dire usa e getta che poi verranno riproposti in tessuto” .

 

Silvia Massalesi con il suo laboratorio di “Fashion & industrial design” propone la sua collezione di accessori in sughero e carta riciclati ricordandoci che anche nella moda si può agire secondo i principi della sostenibilità ambientale e del riciclo. Le sue borse in sughero sono un gioco di forme geometriche, colori e intagli che conferiscono unicità ai suoi pezzi e consentono al cliente di personalizzare il proprio oggetto grazie ad un processo di produzione “semi-industriale” che permette una maggiore versatilità dell’elemento decorativo.

“La collezione nasce da un progetto sperimentale iniziato durante il  mio percorso di studi e finalizzato in fase di laurea. Un’attenta e accurata ricerca dei materiali e dei metodi di lavorazione, in cui la carta, resa impermeabile grazie ad un intervento naturale di resinatura che la rende simile alla consistenza della pelle, è il contenitore e la struttura di sughero, l’elemento decorativo”. Silvia Massalesi descrive così le sue borse ecologiche che, oltre ad essere ecocompatibili, non rinunciano al valore estetico.

La factory creativa toscana “VittorioValerio”, con la collezione “Pop and luxurious nu-vintage”, presenta le sue T-shirt in stile new vintage in cui i colori e le tecniche di lavaggio delle stoffe conferiscono un tono di vissuto e invecchiato ma allo stesso tempo di rinnovato ed unico.

       

Grazie ad un processo di serigrafia manuale e ad un incessante lavoro di ricerca nel campo della grafica e di tutto ciò che della realtà è possibile graficcizzare, “VittorioValerio” è un brand giovane perfettamente in sintonia con le tendenze di questi anni.

Nato due anni fa, il marchio si sviluppa dapprima su una linea di T-shirt, presentata a Pitti Immagine la passata edizione, per poi crescere ed allargarsi alla maglieria presentando pezzi davvero unici interamente realizzati ai ferri come vuole la tradizione: alpaca, mammut, regina, fiammata, sono alcune delle lane utilizzate per questa collezione resa ancor più particolare dai dettagli come i bottoni in legno d’ulivo. A completare le proposte della casa toscana un pezzo davvero unico nato dalla passione di uno dei due stilisti per i tessuti in pelle. “Un vero gioiello interamente cucito a mano, ad esclusione della cerniera”; così lo ha ironicamente definito il suo ideatore che per la sua valigia ha utilizzato pelli di struzzo, coccodrillo e un tessuto in resina di carbonio. Ancora una volta i dettagli, realizzati con l’estremità laterale della coda del coccodrillo, conferiscono unicità e particolarità al prodotto.

 

 

A completare l’allestimento di A.I Fair 2012, alcuni costumi utilizzati nell’episodio Toby Dammit di Federico Fellini per il film Tre passi nel Delirio (1968), regia di Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini, realizzati dalla sartoria “AnnaMode” su disegno di Piero Tosi e alcune delle parrucche realizzate dalla ditta “Rocchetti & Rocchetti” per alcuni film di successo degli ultimi anni - Marie Antoniette del 2006, Moulin Rouge del 2001, Vatel del 2000- e per l’opera wagneriana Parsifal.

 

 

 

La fiera delle vanità artigiane si conferma, così, l’evento chiave dell’artigianato made in Italy all’interno della kermesse romana, un viaggio itinerante attraverso lo stivale aperto alla sperimentazione, alla ricerca e all’originalità perché, come ha dichiarato Claudio Franchi, maestro della Scuola Orafa Romana, argentiere e orafo, “ quando la tecnologia scavalca l’uomo e l’algoritmo governa il pensiero, vuol dire che stiamo entrando in un cunicolo buio e a questo bisogna porre rimedio restituendo al gesto manuale il primato del rapporto con la materia” .

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Aprile 2012 17:36 )  

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