L'Europa sta per discutere la nuova programmazione delle politiche comunitarie 2014-2020 nell'ambito della tutela forestale e dello sviluppo rurale: questa la principale ragione e tema del “Convegno Nazionale Forestale” tenutosi a Firenze nei giorni 15-16 Gennaio. Infatti, sottolineano gli organizzatori, è necessario definire, in vista di tale appuntamento, gli indirizzi strategici e operativi per il settore forestale nazionale.
Si tratta insomma di stabilire quali siano le nostre posizioni, proposte e richieste di fronte alla comunità internazionale.
Confrontando gli interventi del suddetto convegno con i contenuti del “Documento di Proposte del Settore Forestale” dell'Assemblea del Settore Forestale della Alleanza delle Cooperative Italiane (Bologna, Novembre 2013) si possono individuare tre aspetti principali: la necessità di rivalutare il patrimonio forestale, sempre più abbandonato a sé stesso, come bene culturale di primo piano; l'urgenza si finanziare un piano di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico, purtroppo sempre più spesso d'attualità sul nostro territorio; la possibilità di rilanciare e razionalizzare le economie di riferimento, se è vero che riusciamo a essere contemporaneamente il primo esportatore in Europa di prodotti finiti in legno, ma anche il primo importatore di materiale grezzo, a dispetto della disponibilità interna non sfruttata.
Ma – perché c'è sempre un “ma” – seppur con discrezione, si può individuare un termine ricorrente tra tanta documentazione, ed è “finanziamento”.
Perché questa nuova occasione di concertazione internazionale non si tramuti, come l'ultima (pianificazione 2007-2013), nelle più classiche “nozze coi fichi secchi”, con fondi inizialmente stanziati ma poi inevitabilmente dirottati verso la ricorrente iniziativa “più urgente”.
Intanto però, mentre come paese attendiamo di smuoverci dalla nostra ormai cronica posizione di “Cenerentola” dell'ambiente, alcune realtà sono nate da spontanee iniziative individuali: i cosiddetti ecovillaggi.
Cos'è un ecovillaggio? Ecco un esempio.
“L'associazione di promozione sociale Habitat Ecovillaggio tutela e salvaguarda il patrimonio autoctono Toscano, o in generale in via d'estinzione” - così Lara Fontanelli, presidente dell'associazione Habitat Ecovillaggio - “Inoltre come associazione cerchiamo di promuovere e far conoscere i temi ambientali, energetici e culturali alle generazioni future attraverso corsi, seminari, workshops, laboratori, campi di volontariato internazionale e gite sociali”.
Il progetto, nato nel 2010, mira alla trasformazione dei 13 ettari sede dell'associazione, mediante tutti i principi della Permacultura, in una fattoria per l'auto sostentamento. Inoltre vengono studiate e sperimentate le discipline di allevamento olistico, aridocultura e apipermacultura.
Ecovillaggi come questo sono sorti negli ultimi anni un po' ovunque, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo, e si ispirano proprio ai pilastri fondanti dello sviluppo ambientale moderno: valorizzazione del patrimonio naturale e culturale attraverso il recupero e la gestione capillare e attiva di esso, la sua tutela e salvaguardia, il suo utilizzo economico in chiave consapevole e ecosostenibile.
Che simili iniziative, al contempo locali e globali, possano trovare spazio nelle trattative internazionali?
Stefano Campo/DEApress
fonti: “Documento di Proposte Settore Forestale” approvato dalla Assemblea del Settore Forestale della Alleanza delle Cooperative Italiane – Bologna, 7 Novembre 2013
“Politiche forestali e sviluppo rurale per la programmazione 2014-2020”, convegno nazionale forestale, Firenze, 15-16 Gennaio 2014
http://www.ecovillaggiohabitat.it/
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