La nave di Greenpeace “Artic Sunrise”, battente bandiera olandese, è stata sequestrata dalle autorità marittime russe e sembra che almeno due attivisti siano in stato d'arresto.
Dalle notizie contraddittorie che vengono riportate sull'episodio, si potrebbe ricostruire i fatti “grosso modo così”: lo scorso 18 settembre la nave in questione è servita da appoggio a delle azioni di protesta che hanno preso come bersaglio la piattaforma petrolifera “Prirazlomnaja”, nell'Artico al largo di Murmansk. Queste proteste hanno causato l'intervento delle autorità russe, che hanno abbordato la nave "armi in pugno" e, (sembra) sparato alcuni colpi di avvertimento... Le suddette autorità avrebbero effettuato anche alcuni arresti: da 2 a 27, a seconda delle fonti. Greenpeace afferma che ci sia stato un ferito, tra gli attivisti. L'equipaggio della nave comprenderebbe anche un italiano. La nave sarebbe poi stata sequestrata e rimorchiata verso il porto di Murmansk.
Le autorità russe avrebbero inoltre convocato l'ambasciatore olandese per consegnargli una nota di protesta circa le azioni della “Artic Sunrise”. Greenpeace ha indetto varie forme di protesta tra cui una petizione on-line da spedire alle ambasciate russe (firmabile qui).
Persino la legittimità dell'intervento delle autorità russe, ai sensi delle norme internazionali sulla navigazione è discutibile: non è escluso che la “Artic Sunrise” si trovasse in acque internazionali al momento dell'abbordaggio, e nulla giustificava un intervento così violento.
Per maggiori informazioni, le principali tra le molte versioni dei fatti si possono trovare (in italiano) su http://italian.ruvr.ru/2013_09_21/La-nave-di-Greenpeace-si-arrende-alla-guardia-costiera-russa/ e su http://www.greenpeace.org/italy/it/.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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