
Dal 25 al 27 maggio si tenuta a Firenze presso la Fortezza da Basso la IX edizione della mostra-convegno internazionale di Terrafutura. Quest'anno l'evento, che ha registrato ben 80.000 visitatori, aveva come titolo “Lavoriamo per il futuro. Lavoro, sostenibilità ed equità.”
In questo periodo di crisi e difficoltà economica Terrafutura vuole dare risposte ai problemi del lavoro proponendo una rivoluzione ecologica e sociale dell'economia. E questa rivoluzione può avvenire solo dando nuovo impulso alla green-economy, un nuovo modo di lavorare e produrre che si basa sulle risorse e sulla tutela delle persone e dell'ambiente e non sulla speculazione finanziaria come al contrario sta avvenendo in questi anni.
A Terrafutura si sono riuniti gli operatori delle energie rinnovabili e del riciclo, del risparmio energetico e della finanza etica, del volontariato e dell'ambientalismo, per un programma vasto e variegato diviso in 5 ambiti: Abitare, Produrre, Coltivare, Agire e Governare. Ci sono stati convegni, seminari, dibattiti, workshop, presentazioni di libri e tante occasioni di partecipazione come le attività di animazione per i bambini, musica, spettacoli e occasioni in cui si potevano ricevere consulenze da esperti della sostenibilità barattandole con oggetti propri.
Ma ovviamente i grandi attrattori di pubblico sono stati gli spazi espositivi, dislocati principalmente in due padiglioni. Nello Spadolini si trovano al piano terra gli stand di tutte imprese e aziende dedite al commercio etico o che vendono prodotti biologici ed ecosostenibili. Al primo piano lo spazio era invece dedicato agli stand delle onlus e delle associazioni impegnate nella difesa dei lavoro e dell'ambiente.
Da un evento che propone il lavoro come motore di uno nuovo sviluppo sostenibile ci si aspetterebbe un grande risalto a quei settori che in prospettiva daranno il maggior contributo alla green economy come le energie rinnovabili, il risparmio energetico e la mobilità elettrica. Invece nel padiglione Cavaniglia gli espositori di queste tecnologie erano pochi e gli spazi vuoti molti. Tra qualche pannello solare e una bici elettrica un generatore eolico Darrieus ruotava pigramente in un padiglione che avrebbe potuto essere ricco di molti più prodotti e offerte innovative. In un contesto comunque positivo e costruttivo l'impressione è che la fiera delle buone pratiche di vita rischi di diventare semplicemente una piccola mostra dell'artigianato dove si vendono più ciabatte e magliette che idee per il futuro.
Nonostante questo piccolo appunto Terrafutura è sicuramente un evento importantissimo perché oltre a fornire molte opportunità agli addetti ai lavori ha il grande merito di incuriosire ed avvicinare nuove persone a quel percorso virtuoso che ci porterà verso una Terra futura migliore.
30/05/11
Cosimo Biliotti
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