Terra 3.0: l'ultima speranza per salvare il pianeta
Passera e il futuro dell'energia italiana: L'Italia, come è noto, non ha un Piano Energetico e in un momento cruciale come quello attuale questa mancanza risulta ancora più inaccettabile. Il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera è stato invitato da più parti ad esprimersi a riguardo della questione energetica ma le sue parole hanno finito per deludere i più. Il nostro paese non è energeticamente autosufficiente e dipende fortemente dalle importazioni estere, per questo la prima cosa sensata da fare è consumare meno energia possibile. E su questo Passera sembra essere d'accordo, o almeno a parole. Infatti il ministro pur affermando che il risparmio energetico è una delle strategie chiave si deve scontrare con la cruda realtà di un governo che in questo settore è in grave ritardo e sta suscitando le protesti degli addetti ai lavori del settore.
Ancora più controverse le idee del ministro sulla produzione di energia: le fonti rinnovabili ricevono incentivi troppo alti, pesando in maniera eccessiva sulle bollette. Quello su cui bisogna puntare sono gli idrocarburi di casa nostra, gas e petrolio italiani. Le critiche dal mondo ambientalista sono giustamente piovute in maniera copiosa. Ma andando oltre nel ragionamento va osservato che spesso il governo Monti fa riferimento all'Europa e a ciò che ci chiede di fare. Anzi, ancora di più, Monti afferma che l'Europa siamo noi, e su questo ha ragione. Talmente ragione che dovrebbe ricordare al suo ministro che l'Europa sta andando nella direzione totalmente opposta, e ogni atto da essa emanato punta al risparmio energetico, alle energie rinnovabili e contrasta l'utilizzo delle fonti fossili. Se si vuole fare gli europeisti è giusto farlo fino in fondo.
Obama punta ancora sul verde: La campagna elettorale per le presidenziali americane sta iniziando a decollare e ancora una volta Obama pare intenzionate ad utilizzare la carta dell'ambientalismo. Nel suo discorso radiofonico e via internet del sabato il presidente degli Stati Uniti si è così espresso: “Voglio che questo Congresso blocchi i sussidi concessi ad un’industria del petrolio che non è mai stata più proficua, e investa nel settore energetico ambientalmente pulito, che non è mai stato più promettente. Sia io che voi sappiamo che con solo il 2% delle riserve mondiali di petrolio, non possiamo raggiungere il nostro obiettivo, non quando si consuma il 20 % del greggio globale. Abbiamo bisogno di una strategia che si basi meno sul petrolio straniero e più sull’energia made di USA: solare, eolico, gas naturale, biocarburanti”.
Infine Obama ha invitato tutti i cittadini a fare pressione sui rappresentanti del Congresso contro i sussidi alle fonti fossili: “Stiamo distribuendo questo tipo di omaggi da parte dei contribuenti da quasi un secolo. Al di fuori del Congresso, qualcuno pensa veramente che sia ancora una buona idea?”
Roadmap Energy 2050: L'Unione Europea, dopo il progetto 20-20-20 sta mettendo a punto una Roadmap energetica per il 2050 che prevede un taglio delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990 del 40% al 2030, del 60% al 2040 e dell’80% al 2050. Negli scorsi giorni al Consiglio Ambiente dell'Unione Europea, è però arrivato il veto della Polonia, una paese quasi totalmente dipendente dal carbone, la fonte più inquinante utilizzata per produrre energia. Secondo i polacchi l'UE dovrebbe fissare solo l'obbiettivo del 2050, lasciando agli stati membri il compito di stabilire i modi e i tempi di riduzione delle emissioni.
Quindi nonostante il parere favorevole degli altri 26 Stati membri della UE a causa del veto polacco è stata bloccata la strategia presentata dalla Commissione europea.
“Il no Polacco non fermerà la transizione dell’Europa verso un’economia a basse emissioni di CO2” ha detto commissario europeo all’Ambiente, Connie Hedegaard “la UE non potrebbe andare avanti se a dettare il ritmo del cammino fossero i più recalcitranti: immaginiamo cosa sarebbe successo se l’azione comunitaria contro la crisi economica si fosse limitata a un obiettivo al 2050 senza alcuna decisione concreta nei 38 anni che ci separano da questa data. La presidenza e gli altri 26 membri dell’Unione hanno chiesto esplicitamente alla Commissione di proseguire il percorso avviato ed è ciò che faremo”, ha concluso la Hedegaard.
Un segnale alla Polonia intanto è arrivato dall'unico organo direttamente eletto dai cittadini europei, l'europarlamento, che nei giorni successivi ha invece dato il via libera alla roadmap. “Ci rammarichiamo della posizione miope della Polonia in occasione dell'ultima riunione del Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Ue. Il futuro dell'Europa dipende da un uso efficiente, sostenibile e competitivo dell'energia” ha commentato eloquentemente il socialdemocratico tedesco, Joe Leinen.
Italia, rinnovabili elettriche al 24%: Il Gestore dei Servizi Energetici ha reso noti i dati provvisori della produzione e della potenza degli impianti a fonti rinnovabili nel settore elettrico italiano.
La potenza efficiente lorda delle fonti rinnovabili è cresciuta dai 30.284 MW del 2010 ai 41.352 MW (+36,5%) grazie soprattutto al fotovoltaico, che è passato da 3.470 a 12.750 MW . Stabili l’idroelettrico e la geotermia, in aumento l'eolico e le bioenergie.
La produzione lorda di energia è di conseguenza salita a 84.190 GWh dai 76.964 GWh del 2010, con una crescita del 9,4%. Clamoroso è il contributo del fotovoltaico che in un anno è passato da 1.906 a 10.730 GWh (+463%). Rilevanti i passi avanti fatti rispetto al 2008 dove l'energia prodotta dalle rinnovabili era pari a 58.164 Gwh.
Le energie rinnovabili nel 2011 hanno soddisfatto il 24% del consumo interno lordo elettrico, 2% in più rispetto al 2010 e l'8% rispetto al 2008. I dati definitivi sulle statistiche dell’intero settore elettrico nazionale saranno diffusi da Terna e dal GSE il prossimo giugno.
16/03/12
Cosimo Biliotti
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