Nuova potenza installata in Europa nel 2011: nell'ultimo rapporto della Ewea viene evidenziato come nel 2011 il 70% di potenza installata in Europa proviene da fonti rinnovabili, in particolare 32 GW su 45 GW. La fonte che è cresciuta di più è il fotovoltaico che con 21.000 MW ha costituito il 46,7% della nuova capacità e ha superato il gas che era in prima posizione lo scorso anno. Le centrali a gas avviate in Europa sono infatti passate dai 28.280 MW del 2010 (51% del totale) ai 9.718 MW (21,6%) di quest'anno. L'eolico con nuova potenza per 9600 MW si piazza al terzo posto ripetendo i risultati del 2010 e facendo meno solo del 2009 quando si era installati 10.500 MW. Questi dati rappresentano la crescita clamorosa delle rinnovabili, se si pensa che nel 1997 erano solo il 12.3% del totale installato.
Google è la società di Information Technology più verde: Greenpeace ha rilasciato il rapporto Cool IT dove viene stilata la classifica delle compagnie hi-tech in base all’impegno dimostrato nella lotta i cambiamenti climatici e nel diminuire il proprio impatto ambientale.
A vincere è stato Google, il colosso di Mountain View che scavalca la californiana Cisco, prima in classifica lo scorso anno.
“I giganti della tecnologia hanno una reale opportunità d’usare il loro potere e la loro influenza per cambiare il modo di produrre e utilizzare l’energia. Google è in cima alla tabella perché sta investendo più di tutti nell’energia rinnovabile”, afferma l’analista di Greenpeace International, Gary Cook. “Il settore IT deve usare la sua influenza, lo spirito innovativo e il know-how tecnologico per superare le compagnie energetiche inquinanti e spingerci ad una transizione verso la green economy”.
Record dell'eolico mondiale nel 2011: un altro rapporto di grande interesse sull'anno passato è quello del Global Wind Energy Council. Dalle statistiche pubblicate risulta che la crescita dell'eolico continua, nonostante la crisi: con 41.236 MW di nuova potenza installati a livello mondiale nel 2011 la fonte segna un altro record. Sono 3.000 MW più di quanto installato nel 2010 e nel 2009 e 15.000 MW in più rispetto al 2008. Questo balzo porta la potenza totale a livello mondiale ai 238.351 MW.
A guidare la classifica c'è la Cina, con i nuovi 18.000 MW installati nel 2011, il 40% del totale mondiale, raggiunge i 62.733 MW, ovvero il 26,3% della potenza eolica complessiva del Pianeta. Al secondo posto gli Stati Uniti, che con 6.810 MW raggiungono i 46.919 MW . Vengono poi la Germania, +2.086 MW con 29.060 MW totali e la Spagna, +1.050 MW con 21.674 MW totali.
Europa 2020, tagliare del 30% anziché del 20% conviene: Un nuovo documento della Commissione Europea mostra una analisi costi-benefici su un eventuale innalzamento dell'obiettivo europeo sull'abbattimento delle emissioni al 2020 dal -20% attuale al -30%. Dallo studio si evince che tagliare di più adesso costa meno del previsto e dà grossi vantaggi economici. Con complessi modelli è stato stimato che per raggiungere il -30% di emissioni l'Europa dovrà investire circa 70 miliardi. Se ci si fermasse all'obiettivo del 20%, invece, i miliardi da investire sarebbero circa 40.
Questi investimenti ulteriori si tradurrebbero però in enormi risparmi, primo su tutti sui combustibili fossili: nel periodo 2016-2020 l'Unione Europea potrebbe arrivare a risparmiare fino a 31 miliardi di euro l'anno in fonti fossili. Se ci fermassimo all'obiettivo attuale, invece, il risparmio sarebbe 'solo' di 10 miliardi l'anno.
Altro risparmio da tenere in grande considerazione è quello sulle spese sanitarie: la riduzione dell'inquinamento legata al taglio delle emissioni del 30% porterebbe a ridurle da 3,3 a 7,6 miliardi l'anno, senza contare che la vita delle persone salvate non ha prezzo.
Un recente rapporto del Joint Resarch Center della Commissione europea afferma che già con gli sforzi attuali il -20% verrà raggiunto senza problemi dall'Europa (anche se non per merito dell'Italia, ultima in classifica). Un motivo in più per provare a raggiungere il -30%.
10/02/12
Cosimo Biliotti
10/02/12
Cosimo Biliotti
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