Durante quei giorni si incontrano molte tribù provenienti da più aprti dell'Africa: Arabi, tuareg, berberi e neri africani discendenti degli antichi schiavi (che avevano preferito la fuga tra le dune alle catene) vestono nei loro diversi abiti tradizionali e aprono le danze. La medina, per l'occasione, viene illuminata dalle fiaccole e apre tutte le sue porte.
Le case in terra cruda diventano un vivace mercato animato dalla musica di flauti e percussioni. La musica si diffonde tra i cunicoli della città-labirinto, entra nei passaggi coperti, penetra nelle moschee segrete, riempie e fa risplendere le architetture sudanesi, dove in mezzo al bianco della calce si accende all'improvviso un disegno rosso o un dettaglio verde e giallo. Il momento clou è la scalata delle palme per la raccolta dei datteri, ma altrettanto emozionanti sono le corse dei cavalli e dei dromedari nelle quali i popoli del deserto si sfidano in gare di destrezza e velocità. La festa, molto sentita nel Paese, è anche un modo per riconquistare la città vecchia, che gli abitati sono stati costretti ad abbandonare da Gheddafi negli anni '80.
Quasi tutti i principali tour operator organizzano viaggi in Libia per il Festival di Ghadames, che di solito hanno una durata dai cinque ai 20 giorni. L'hotel Dar Sahara è una delle soluzioni più affascinati per dormire nella Medina (www.darsahara.com). Ghadames si raggunge in 4x4 da Tripoli (circa 660 chilometri) con un giorno di viaggio, ma bisogna fare molta attenzione alla strada, la Libia è il primo paese al mondo per incidenti stradali. (www.viaggiaresicuri.it/index.php?libia)
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