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I mondiali antirazzisti del Galluzzo

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Tratto da Altracittà

testo e foto di Floriana Pagano

C’è un altro mondiale che si gioca quest’anno accanto a quello sudafricano e, secondo noi, è importante almeno quanto quello ufficiale: perché le squadre vengono da tutto il mondo ma ciascuna di loro gioca in casa, perché è gratuito e anche e sopratutto perché, per festeggiare le finali del 26 e 27 giugno, ci saranno “cene preparate dalle comunità, danze e musiche da tutto il mondo”. Tutti sono invitati a tavola insieme per godersi i manicaretti delle cucine del mondo. Un evento unico, insomma!

Stiamo parlando del torneo “Il Mondiale dell’Arno”, così lo hanno battezzato i due ideatori: architetta lei, che di calcio non ci capisce molto, ingegnere lui, che, da buon napoletano, il calcio lo ha nel sangue. Carlotta e Francesco, dell’Associazione Zone Onlus, sono una coppia anche nella vita; oltre ad avere in comune Arianna, Viola e l’ultimo nato, Diego, venuto al mondo il 15 giugno con venti giorni di anticipo  “per non perdersi le finali e il cous cous”, condividono l’idea dell’altro, il  “diverso” da noi, come universo da incontrare e conoscere.

È per questo che con forza e coraggio si sono buttati, con pochissime certezze e garanzie di sostegno concreto da parte delle istituzioni, nell’organizzazione e nella promozione di questo evento di calcio, cucina ed integrazione. L’idea, racconta Francesco, nasce all’indomani dell’approvazione del decreto legge sulla sicurezza: “Dentro di noi è scattato un moto contro la crudeltà, per dimostrare che quando si condivide l’altro non è più un nemico ed è possibile unire al momento ludico anche il momento culinario, sostituire la paura con la speranza”. Una goccia nell’oceano. “Il messaggio che vogliamo lanciare è che noi italiani ci stiamo dimenticando che siamo stati emigranti, il più grande esodo migratorio della storia dell’uomo moderno e che, paradossalmente, le regioni che sono state le prime ad emigrare sono state proprio quelle del nord che oggi sono leghiste”.

Le storie di ieri dei nostri emigranti, somigliano oggi a quelle dei ragazzi che compongono le 12 squadre che si affrontano nel Mondiale dell’Arno. Sono le storie delle loro vite e di quelle delle loro famiglie, arrivate in Toscana venti, trent’anni fa. E loro, i calciatori, tutti giovanissimi, hanno vissuto nella nostra regione la maggior parte della loro vita. Senegalesi, marocchini, cingalesi, nigeriani, peruviani, albanesi, ivoriani, honduregni: 12 squadre in rappresentanza delle comunità di migranti della Provincia di Firenze che si affrontano in campo tra loro e contro squadre più “tipicamente” italiane come l’Audace Galluzzo o il C.S. Calenzano, composto però, a dispetto del nome, prevalentemente da giocatori marocchini.

spettatori

spettatori

“Porto Franco negli spogliatoi per la chiama dell’arbitro!”, urla Francesco, in campo con il megafono. Sri Lanka – Porto Franco, può iniziare. Ma parte male, per lo Sri Lanka, con un bellissimo autogol a partita da poco iniziata, e finisce peggio con la schiacciante vittoria del Porto Franco, squadra composta da ragazzi senegalesi, sicuramente “più dotati”, come scherzosamente commenta l’arbitro, che abitano tutti a Poggibonsi. Parte ancora peggio il Camerun che per ben due volte non si presenta alla partita perdendo a tavolino contro il Porto Franco prima e contro il Marocco poi, lasciando ad Emanuel, unico calciatore del Camerun presente, la doppia amarezza di non poter giocare e di portare a casa una multa presa sull’autobus che, da Pontassieve dove abita, lo ha portato al Galluzzo.

Molto forte la squadra senegalese, così come quella del Porto Franco, del Marocco e del Calenzano. Il Marocco, nella partita del 6 giugno scorso, ha giocato con 8 giocatori per un infortunio automobilistico che ha coinvolto alcuni calciatori che stavano raggiungendo lo stadio e, nonostante questo, contro il povero Sri Lanka, è riuscito a vincere ugualmente. Ma si sa, in Sri Lanka, più che giocare a calcio, per strada si gioca sopratutto a cricket. Dagli spalti, si agita colorata la tifoseria della Costa d’Avorio, sicuramente la più vivace e numerosa. “Questo torneo è un esempio per la gente del nostro paese”, commenta Serena Perini, Presidente della Commissione Consiliare Politiche Sportive del Quartiere 3, di cui il Galluzzo, insieme a Gavinana, fa parte. Momar, numero 17, attaccante del Senegal, qui accompagnato dalle splendide figliolette, sorride alla domanda superflua “da quanto tempo giochi a calcio?”. E’ talmente chiaro che ci gioca da quando è nato! Da sette anni vive a Firenze, la squadra del Senegal l’ha vista nascere. Degli avversari dell’Audace Galluzzo dice che sono una squadra forte perché ben organizzata anche se, nonostante questo, il Senegal vince, nella prima partita del 6 giugno, per 3 a 2. “Hanno più tempo per fare gli allenamenti. Molti di noi lavorano alla Coop e non abbiamo modo di allenarci abbastanza”. Questo torneo, dice, “è una bella iniziativa perché vedi e conosci anche le altre comunità di stranieri. Qui ho incontrato un ragazzo marocchino che non vedevo da anni e sapere che a Firenze ci sono anche tante altre comunità è una cosa bella”. Mansour, senegalese ma della squadra di Porto Franco, vive in Italia da 10 anni. Prima era programmatore delle macchine a controllo numerico in un’azienda di Poggibonsi, dove abita da 10 anni. “Poi, come sappiamo tutti, con la crisi le cose sono andate male e da allora lavoro per conto mio facendo delle riparazioni e montaggi di mobili”. Vive con la famiglia in un bilocale tranquillo con la moglie casalinga che segue dei corsi di cucina. “Il pallone è la lingua mondiale”, dice Nordin, marocchino biondo con gli occhi celesti. È qui da 15 anni e ne avrà poco più di 20. A Firenze ha frequentato le elementari, le medie e anche 3 anni di liceo scientifico. Oggi lavora e della maglia della sua squadra, scherzando, dice che “fa un po’ schifo!”.“Speriamo che questo torneo si faccia anche l’anno prossimo”, aggiunge Sofyam.

Speriamo anche, aggiungiamo noi, che le istituzioni, Comune e Provincia, possano essere più tempestive nell’incoraggiare e soprattutto sostenere anche economicamente iniziative come questa, se ci sarà una prossima volta. Quello che ci auguriamo è che, in occasioni delle prossime finali del 26 e 27 giugno prossimo, il pubblico sugli spalti si arricchisca anche di presenze italiane e che alla cena etnica non rimanga libero neppure un posto. Buon gioco a tutti!

Le partite si giocano allo stadio “Cinzio Guidi” del Galluzzo in Via Biagini e al campo in Viale Tanini, alle porte di Firenze.

Terza giornata di qualificazione domenica 20 giugno.

Allo Stadio Guidi si giocano:

NIGERIA – PERÙ ORE 16.00

MAROCCO – PORTO FRANCO ORE 17.15

HONDURAS – ARCOBALENO ORE 18.30

CAMERUN – SRI LANKA ORE 19.45

mentre al campo in Viale Tanini si giocano:

SENEGAL – COSTA D’ AVORIO ORE 17.15

C.S. CALENZANO – ITALIA ORE 18.30

Semifinali e Finali 26 – 27 Giugno 2010 allo Stadio Guidi, a seguire cena, danza e musica.

Per info Tel 055 2322185 – 339 5298906 Tel 055 6583523

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