Giovedì 10 giugno a Roma i carabinieri hanno arrestato 3 giovani indipendentisti baschi -Fermin Martinez, Zarine Gojenola, Artzai Santesteban-, mentre stavano distribuendo volantini sulla situazione di criminalizzazione del movimento giovanile di Euskal Herria e di denuncia contro il governo spagnolo per la violenta repressione politico-militare che attua da decenni contro il popolo basco.
I 3 compagni arrestati, giunti a Roma per tenere una conferenza stampa davanti al Parlamento Italiano, erano ricercati dalle autorità spagnole dallo scorso 24 novembre, giorno in cui una montatura giudiziaria della magistratura spagnola aveva portato a una maxi-retata in Euskal Herria contro la gioventù indipendentista, con oltre 50 giovani pretestuosamente accusati di appartenenza a ETA.
Anche a Roma abbiamo potuto vedere il vero volto del governo Spagnolo, che di fronte a proposte democratiche per la soluzione del conflitto nel Paese Basco risponde con la repressione più selvaggia, con arresti selettivi, illegalizzazione di partiti, rappresentanze sociali e dei lavoratori, collettivi giovanili, con la chiusura di organi di stampa, con la tortura (pratica ormai quotidiana ad opera dei vari corpi di Polizia presenti sul territorio basco), con la dispersione contro i prigionieri politici, ...
Mentre si stanno avviando le prime iniziative in sostegno dei compagni arrestati, per ora a Roma e Alpi Occidentati (vedi foto), esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà, contro la loro estradizione nelle mani dei torturatori spagnoli e per la loro immediata scarcerazione.
Riportiamo di seguto un servizio di Radio Città Aperta a due giorni dagli arresti:
Roma: i tre giovani baschi rifiutano l'estradizione in Spagna, confermati gli arresti
Marco Santopadre, Radio Città Aperta
12-06-2010/14:59 --- Questa mattina presso la Corte d'Appello di Roma si è tenuta l'udienza di convalida dell'arresto dei tre giovani indipendentisti baschi arrestati giovedì mattina mentre volantinavano nei pressi di Palazzo Chigi per chiedere una giusta soluzione del conflitto che oppone il loro popolo alle autorità spagnole. Ai tre ragazzi - assistiti dagli avvocati Cesare Antetomaso, Maria Luisa D'Addabbo e Carmela Lavorato, tutti aderenti all'Associazione Giuristi Democratici - il magistrato di turno ha ufficialmente notificato l'ordine di cattura europeo spiccato nel dicembre scorso da Fernando Grande-Marlaska, giudice dell'Audiencia Nacional di Madrid, dopo che erano scampati alla maxi retate del 24 novembre contro collettivi e associazioni della gioventù basca di sinistra. Nei confronti dei tre giovani l'accusa è esclusivamente quella di appartenere all'organizzazione giovanile Segi, messa fuori legge da Madrid nel 2007 in quanto ritenuta emanazione dell'organizzazione armata ETA; nessun altro reato specifico gli viene addebitato, a ulteriore e inequivocabile conferma del carattere tutto politico della persecuzione giudiziaria nei confronti degli attivisti delle organizzazioni della sinistra indipendentista. I tre imputati - detenuti in celle singole in una condizione di semi-isolamento - sono apparsi in buone condizioni e hanno respinto l'estradizione richiesta dalle autorità spagnole; a una domanda da parte del magistrato a proposito della propria nazionalità Zurine Gogenola Goitia ha ribadito di essere basca.Ora la magistratura italiana ha poco più di due settimane per decidere sulla richiesta di estradizione avanzata da Madrid, contro la quale i tre giovani potranno comunque fare ricorso appellandosi alla Corte di Cassazione.
La rete informale di solidarietà che ieri ha realizzato una conferenza stampa davanti all'ingresso principale del carcere di Regina Coeli per denunciare la persecuzione dei giovani baschi e chiedere provocatoriamente che venga loro concesso l'asilo politico da parte del Governo italiano, nei prossimi giorni è intenzionata a convocare una iniziativa pubblica alla quale invitare giuristi, giornalisti ed esponenti politici affinché sulla vicenda si sviluppi un ampio dibattito anche per cercare di rompere una condizione di censura che sta caratterizzando l'atteggiamento dei principali media del nostro paese.
http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4463&Itemid=9
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