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Arci e Cospe sullo sgombero del mercatino

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Riceviamo e pubblichiamo:

Mercatino multietnico: UNA FINE ANNUNCIATA

Firenze, venerdì 4 giugno 2010 - Quando nel 2002 il Comune di Firenze decise di aprire il cosiddetto Mercato multietnico nei giardini del lungarno Pecori Giraldi, si cercava di rispondere ad una esigenza presente in città da diversi anni: rispondere ad alcune decine di venditori ambulanti che non riuscivano a trovare spazi per la vendita nel centro storico, creare un'area espositiva di mercato caratterizzata da una precisa tipologia di merce artigianale, recuperare quell'area verde, abbandonata e in degrado, destinandola ad attività interculturali.

Per questo l'ARCI insieme al COSPE presero in gestione l'area e tramite il lavoro degli operatori e di tutti gli espositori, fu raggiunto l' obiettivo di rendere utilizzabile per attività culturali ed espositive l' area, accompagnando il percorso di condivisione di regole comuni (turnazione dei banchi, pulizia dell'area, ecc.), ripristinando il rispetto delle regole e delle normative comunali (pagamento COSAP) oltre ad organizzare, per alcune stagioni estive, programmazioni culturali, spettacoli, concerti, animazioni, ecc., cercando di favorire, all'interno del gruppo dei venditori, percorsi di responsabilizzazione collettiva, professionalità e autorganizzazione.

Un percorso che avrebbe dovuto, per poter avere i risultati sperati, continuare, almeno per qualche altro anno, fino ad arrivare alla costituzione di un soggetto gestore in grado di sostenersi in autonomia.... nessuna delle associazioni coinvolte si defilò. Ben altre invece furono le scelte dell'Amministrazione comunale dell'epoca, che decise di interrompere il percorso, di fatto abbandonando l'area al progressivo degrado e ad una lenta agonia.

Adesso si sgombera, si chiude, si smantella... senza offrire valide alternative.

Rimangono aperti tutti i problemi non affrontati e quindi non risolti (l' esigenza di individuare spazi per i venditori, la mancanza in città di un luogo caratterizzato per la realizzazione di eventi interculturali).

Come associazioni condanniamo l' uso dello strumento degli sgomberi, sempre più utilizzato come risposta a fenomeni sociali - che si dovrebbero invece saper governare - preferendo ignorare le questioni scottanti fino a quando diventano irrisolvibili.

Continuiamo a credere che questo territorio sia in grado di esprimere la capacità di condividere scelte e percorsi segnando la diversità con ciò che vediamo accadere in altre zone d'Italia, evitando un tipo di politica che porta ad aggravare processi di esclusione e di artificioso allarme sociale.

Arci Firenze
Cospe

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