Riceviamo e pubblichiamo:
Firenze, 28 gennaio 2010
I CIE sono centri di identificazione e di espulsione e quindi come tali possono funzionare soltanto attraverso meccanismi sostanzialmente coercitivi con i quali applicare la legge ‘Bossi – Fini’. Sono funzionali a questa legge e a questo servono.
Ovviamente non risolvono per nulla i problemi che mettono in connessione la clandestinità con il crimine organizzato. Anzi è vero il contrario.
Basta dare uno sguardo alla sostanza e alle forme con le quali si presentano fenomeni malavitosi al nord come a sud.
Altrettanto evidentemente non si frena lo sfruttamento del lavoro nero. Anzi si aumenta il ‘turn-over’ fra i lavoratori clandestini diminuendo così il costo del lavoro nero esercitato sotto ricatto.
Enrico Rossi dice di voler rispondere sì ai CIE “se e quando” il governo glielo chiederà. Poi delinea una sua idea astratta dei CIE che non risponde a quanto impone la legge! Per quanto ci riguarda, coerentemente con quanto già votato dall’attuale maggioranza solo pochi mesi fa, dichiariamo la nostra più totale contrarietà ai CIE.
Stefano Cristiano – segretario regionale Prc
Nino Frosini – segretario regionale Pdci
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