DEApress

Wednesday
Jul 15th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

A proposito della nuova stazione

E-mail Stampa PDF
Riceviamo e pubblichiamo da parte dei "Comitati dei cittadini" (comitatideicittadini@email.it):
"I tentativi del Sindaco Renzi di cancellare la stazione Foster, prima isolandola dal tunnel, poi proponendo la “fermata” sotto la Fortezza, infine suggerendo di “traslarla” verso S. M. Novella non hanno modificato di una virgola lo stato delle cose. Del progetto di sottoattraversamento TAV, Moretti, Conti, Matteoli e le imprese costruttrici, non vogliono cambiare proprio nulla.
Si deve dire che il terreno scelto da Renzi per lo scontro (compatibilità ambientale, problemi di cantierizzazione e di completezza progettuale) non era dei più favorevoli.
Queste argomentazioni infatti non contraddicono l’opinione, propalata dai sostenitori del tunnel, secondo cui quel progetto, definito da anni, è il migliore possibile, indipendentemente dal modo di realizzarlo.
Per contraddire quest’opinione Renzi avrebbe dovuto insistere per tempo sulle sue incongruenze funzionali, risultato di una complicatissima successione di atti, accordi ed omissioni che, nel corso di un quindicennio, hanno reso incomprensibile ai più il significato urbanistico e trasportistico di quella tortuosa soluzione.
Gli avremmo suggerito ad esempio la lettura dei saggi di Franco Poli e di Manlio Marchetta, contenuti nella pubblicazione stampata nel 2007 per i tipi dell’Università dal gruppo tecnico della Facoltà di Architettura, nei quali si ricorda come la stazione AV aveva già subito una “traslazione” in senso uguale e contrario verso i Macelli.
Era accaduto nel 2002 quando le Ferrovie avevano indetto un concorso internazionale, vinto poi dallo studio Norman Foster & Partners di Londra.
La stazione di Belfiore (elaborata dal gruppo Zevi nelle sue due versioni – ottobre ’98 e ottobre ’99) rientrava pur sempre nella gamma delle stazioni sotterranee sotto S. M. Novella. Essa non necessitava di una corrispondente stazione in superficie e manteneva un collegamento con quella di testa mediante un “people mover.”
“La stazione ai Macelli è una evoluzione-deformazione di ‘S. M. Novella in sotterranea’. Non si capirebbe altrimenti la scelta di una ubicazione così infelice, chiusa tra due torrenti e la stessa ferrovia, accessibile dal solo fronte sud ovest di questa.” (F. Re)
Per di più la stazione Foster rinuncia al “people mover”, sostituito da una corrispondente stazione di superficie (all’altezza di via Circondaria), e in sostanza “si allontana oltre ogni possibile integrazione funzionale da S. M. Novella” (F. Poli).
A causa del suo carattere monumentale, emargina ulteriormente l’edificio di Michelucci, - “La stazione di S. M. Novella viene nei fatti programmata come prevalentemente dismissibile” (M. Marchetta) - lasciando alla città il problema della sua destinazione futura e rischia, con la stazione di superficie, di rendere superflue le fermate di Rifredi e di Statuto.
ECCO A DISPOSIZIONE DEL SINDACO, PER LA SUA TRATTATIVA CON MORETTI E &, ALTRE SEI O SETTE RAGIONI PER OPPORSI ALLA  STAZIONE DEI MACELLI!
Pensando alle alternative ci pare che l’ubicazione di Castello che, insieme a Campo di Marte e Santa Maria Novella in sotterranea, ha sempre costituito una delle opzioni “storiche”, risulta oggi lontana da tutto, difficilmente raggiungibile se non per via automobilistica, prossima soltanto ad una gigantesca Caserma dei carabinieri e all’aeroporto Vespucci, che però non interessa ai clienti dei Freccia Rossa, attratti dal ben più competitivo Marconi di Bologna, a sola mezz’ora di distanza.
Resta Campo di Marte verso cui in passato vi sono state pregiudiziali ideologiche ed urbanistiche, ma dove una parte dei TAV vi fermeranno per i prossimi anni.
Secondo l’arch. Francesco Re, Campo di Marte:
è a soli 500 m. dal Centro storico
è accessibile sui due fronti della ferrovia
è direttamente ben collegata al sistema dei Viali
dispone di grandi spazi per l’organizzazione di tutti i servizi indispensabili e accessori
È IN SUPERFICIE ED È GIÀ ORA LA STAZIONE AV DI FIRENZE, CONTINUANDO AD ESSERLO PER I PROSSIMI 7 ANNI ALMENO
TUTTE LE RISORSE NECESSARIE PER ADEGUARE COMUNQUE LA CITTA’ DURANTE LA TRANSIZIONE NON SAREBBERO BUTTATE VIA PER RICOMINCIARE TUTTO DACCAPO NEL 2018!
Con la riorganizzazione del sistema ferroviario di Firenze potremmo disporre di tre “City hall”.
S. Maria Novella                per il Centro, l’Oltrarno e S. Jacopino
Rifredi                                  per Rifredi stesso, Novoli e Careggi
Campo di Marte                 per il Nord e l’Est della città e per lo stesso
Centro storico
Il funzionamento di questo sistema sarebbe anche il primo e più importante contributo per il superamento della storica frattura est -ovest della città.
A favore di questa soluzione giocano:
1 l’ immediatezza dei risultati
2 la continuità con le misure già in corso
3 l’ accessibilità mediante servizi pubblici
4 la sistematicità urbanistico - trasportistica, ponendosi così le basi per un
buon piano della mobilità in vista del nuovo Piano strutturale
5 la decisiva diminuzione dell’impatto e dei rischi ambientali.
Un’opinione di cui tener seriamente conto nel dibattito in città che auspichiamo e da tempo chiediamo.
ECCO A DISPOSIZIONE DEL SINDACO UNA REALISTICA ALTERNATIVA PER LA STAZIONE DEI MACELLI!"
Riceviamo e pubblichiamo da parte dei "Comitati dei cittadini" (comitatideicittadini@email.it):

"I tentativi del Sindaco Renzi di cancellare la stazione Foster, prima isolandola dal tunnel, poi proponendo la “fermata” sotto la Fortezza, infine suggerendo di “traslarla” verso S. M. Novella non hanno modificato di una virgola lo stato delle cose. Del progetto di sottoattraversamento TAV, Moretti, Conti, Matteoli e le imprese costruttrici, non vogliono cambiare proprio nulla.
Si deve dire che il terreno scelto da Renzi per lo scontro (compatibilità ambientale, problemi di cantierizzazione e di completezza progettuale) non era dei più favorevoli. 
Queste argomentazioni infatti non contraddicono l’opinione, propalata dai sostenitori del tunnel, secondo cui quel progetto, definito da anni, è il migliore possibile, indipendentemente dal modo di realizzarlo.
Per contraddire quest’opinione Renzi avrebbe dovuto insistere per tempo sulle sue incongruenze funzionali, risultato di una complicatissima successione di atti, accordi ed omissioni che, nel corso di un quindicennio, hanno reso incomprensibile ai più il significato urbanistico e trasportistico di quella tortuosa soluzione.
Gli avremmo suggerito ad esempio la lettura dei saggi di Franco Poli e di Manlio Marchetta, contenuti nella pubblicazione stampata nel 2007 per i tipi dell’Università dal gruppo tecnico della Facoltà di Architettura, nei quali si ricorda come la stazione AV aveva già subito una “traslazione” in senso uguale e contrario verso i Macelli.
Era accaduto nel 2002 quando le Ferrovie avevano indetto un concorso internazionale, vinto poi dallo studio Norman Foster & Partners di Londra.
La stazione di Belfiore (elaborata dal gruppo Zevi nelle sue due versioni – ottobre ’98 e ottobre ’99) rientrava pur sempre nella gamma delle stazioni sotterranee sotto S. M. Novella. Essa non necessitava di una corrispondente stazione in superficie e manteneva un collegamento con quella di testa mediante un “people mover.”
“La stazione ai Macelli è una evoluzione-deformazione di ‘S. M. Novella in sotterranea’. Non si capirebbe altrimenti la scelta di una ubicazione così infelice, chiusa tra due torrenti e la stessa ferrovia, accessibile dal solo fronte sud ovest di questa.” (F. Re)
Per di più la stazione Foster rinuncia al “people mover”, sostituito da una corrispondente stazione di superficie (all’altezza di via Circondaria), e in sostanza “si allontana oltre ogni possibile integrazione funzionale da S. M. Novella” (F. Poli).
A causa del suo carattere monumentale, emargina ulteriormente l’edificio di Michelucci, - “La stazione di S. M. Novella viene nei fatti programmata come prevalentemente dismissibile” (M. Marchetta) - lasciando alla città il problema della sua destinazione futura e rischia, con la stazione di superficie, di rendere superflue le fermate di Rifredi e di Statuto.
ECCO A DISPOSIZIONE DEL SINDACO, PER LA SUA TRATTATIVA CON MORETTI E &, ALTRE SEI O SETTE RAGIONI PER OPPORSI ALLA  STAZIONE DEI MACELLI!
Pensando alle alternative ci pare che l’ubicazione di Castello che, insieme a Campo di Marte e Santa Maria Novella in sotterranea, ha sempre costituito una delle opzioni “storiche”, risulta oggi lontana da tutto, difficilmente raggiungibile se non per via automobilistica, prossima soltanto ad una gigantesca Caserma dei carabinieri e all’aeroporto Vespucci, che però non interessa ai clienti dei Freccia Rossa, attratti dal ben più competitivo Marconi di Bologna, a sola mezz’ora di distanza.
Resta Campo di Marte verso cui in passato vi sono state pregiudiziali ideologiche ed urbanistiche, ma dove una parte dei TAV vi fermeranno per i prossimi anni.
Secondo l’arch. Francesco Re, Campo di Marte:
è a soli 500 m. dal Centro storicoè accessibile sui due fronti della ferroviaè direttamente ben collegata al sistema dei Vialidispone di grandi spazi per l’organizzazione di tutti i servizi indispensabili e accessoriÈ IN SUPERFICIE ED È GIÀ ORA LA STAZIONE AV DI FIRENZE, CONTINUANDO AD ESSERLO PER I PROSSIMI 7 ANNI ALMENO 
TUTTE LE RISORSE NECESSARIE PER ADEGUARE COMUNQUE LA CITTA’ DURANTE LA TRANSIZIONE NON SAREBBERO BUTTATE VIA PER RICOMINCIARE TUTTO DACCAPO NEL 2018!
Con la riorganizzazione del sistema ferroviario di Firenze potremmo disporre di tre “City hall”.
S. Maria Novella                per il Centro, l’Oltrarno e S. JacopinoRifredi                                  per Rifredi stesso, Novoli e CareggiCampo di Marte                 per il Nord e l’Est della città e per lo stessoCentro storico
Il funzionamento di questo sistema sarebbe anche il primo e più importante contributo per il superamento della storica frattura est -ovest della città.
A favore di questa soluzione giocano:
1 l’ immediatezza dei risultati2 la continuità con le misure già in corso3 l’ accessibilità mediante servizi pubblici4 la sistematicità urbanistico - trasportistica, ponendosi così le basi per un   buon piano della mobilità in vista del nuovo Piano strutturale5 la decisiva diminuzione dell’impatto e dei rischi ambientali.
Un’opinione di cui tener seriamente conto nel dibattito in città che auspichiamo e da tempo chiediamo.
ECCO A DISPOSIZIONE DEL SINDACO UNA REALISTICA ALTERNATIVA PER LA STAZIONE DEI MACELLI!"

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 07 Novembre 2011 23:25 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 15 Luglio 2026
E dopo Boomerang, come detto nell’articolo precedente nasce la rivista D.E.A., la quale esce mensilmente, un inserto sarà DONNA E ARTE (attività e produzioni artistiche a confronto) una nuova idea innovativa uscita tramite il progetto Fanzine e che c...
Silvana Grippi . 14 Luglio 2026
BOOMERANG è una rivista che nasce il 7 marzo 1988 innovativa per l'anno di uscita, è nata su un idea dell’Associazione “centro socio culturale D.E.A.” che inizia la sua attività il 25 settembre 1987 con l’intento di collocarsi come struttura creativa...
DEAPRESS . 11 Luglio 2026
AL PALACONGRESSI GRANDE SUCCESSO  DI PUBBLICO PER LA CONFERENZA ANNUALE  DELLA SOCIETA' PER LA BIOLOGIA SPERIMENTALE ARTICOLO di CRISTINA FONTANELLI  Innovazione e creativita' per creare connessioni profonde fra scienziati di varie d...
Silvana Grippi . 10 Luglio 2026
PER RESTARE INDIPENDENTE ABBIAMO BISOGNO DI VOI   Dona il tuo 5 per MILLE all’Associazione Socio Culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) le entrate saranno devolute per i seguenti progetti   Didattica-Espressione-Ambiente ...
Silvana Grippi . 10 Luglio 2026
Silvana Grippi . 07 Luglio 2026
mandate i vostri curriculum  a REDAZIONE@DEAPRESS.COM
Silvana Grippi . 07 Luglio 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 Espo...
Antonio Desideri . 06 Luglio 2026
C’è un’idea, nella storiografia della percezione, che vale come premessa necessaria: l’attenzione non è una facoltà naturale che la modernità avrebbe semplicemente eroso, ma un dispositivo storicamente prodotto - qualcosa che il potere economico ha d...

Galleria DEA su YouTube