newsletter n. 261, anno 3°, gennaio 2009
*Nepal: uccisa giornalista che si occupava di diritti umani*
13.01.09 - Una giornalista che si occupava di diritti delle donne e aveva
criticato gli esponenti politici nepalesi è stata pugnalata a morte nel
Terai, nella zona meridionale del Nepal. A darne notizia sono fonti della
polizia locale, secondo le quali un gruppo di uomini armati è entrato
nell'appartamento della giornalista, Uma Singh, a Janakpur e ha pugnalato
ripetutamente la donna. Uma Singh, 24 anni, lavorava per il quotidiano
locale 'Janakpur Today' e per l'emittente radiofonica Radio Today. Il sud
del Nepal aveva visto diminuire le violenze a partire dal 2006, anno in cui
i maoisti hanno posto fine alla guerra civile per presentarsi alle elezioni
l'anno successivo; di recente sono sorti diversi gruppi armati, che
combattono per ottenere un maggiore grado di autonomia regionale. Secondo le
fonti di polizia che hanno comunicato la morte della giornalista, però, non
vi sono indizi che coinvolgono questi gruppi armati e il movente
dell'omicidio non è ancora chiaro. "Era una giornalista coraggiosa, e questa
uccisione brutale mostra chiaramente quali minacce i giornalisti nepalesi si
trovino a dover fronteggiare": ha detto il direttore di 'Janakpur Today'
durante un corteo di giornalisti che ha attraversato oggi le strade della
cittadina, in forma di protesta per l'uccisione di Uma Singh. (Fonte:
agenzia Misna)*
Comunicato stampa di ISF: Israele apra Gaza ai giornalisti, Piombo Fuso è
un'operazione illegale*
13.01.09 - "Il Governo Israeliano consenta ai giornalisti di fare il proprio
lavoro, aprendo loro i confini della Striscia di Gaza. Oggi, la libertà di
stampa non è garantita nell'area". E' questo l'invito, contenuto in un'alert
internazionale lanciato da Information Safety and Freedom, associazione per
la libertà di stampa. " L'operazione militare Piombo Fuso si sta svolgendo
in una condizione di sostanziale clandestinità rispetto ai media, privando
così la Comunità Internazionale e le opinioni pubbliche di ogni possibilità
di conoscenza diretta degli eventi. Gli inviati dei media internazionali
sono costretti a descrivere la situazione sulla base di fonti parziali e
notizie indirette: viene così negato ai giornalisti l'esercizio del loro
ruolo peculiare che è quello di testimoni. L'atteggiamento del Governo di
Tel Aviv nei confronti dei giornalisti contrasta pesantemente con
l'ordinamento democratico dello Stato di Israele e anche con una recente
sentenza della Corte Suprema che imponeva l'autorizzazione di almeno otto
inviati stranieri all'ingresso nella Striscia di Gaza. Questa volontà di non
avere testimoni indipendenti, conferma i numerosi indizi che l'Operazione
Piombo Fuso si svolga con modalità che ignorano tutte le norme contenute
nella legislazione internazionale e che la qualificano come illegale".
*Sri Lanka: dure proteste contro il governo al funerale del giornalista
assassinato a Colombo*
13.01.09 - Governo sotto accusa per la morte di Lasantha Manilal
Wickramatunga, direttore del giornale Sunday Leader ucciso l'8 gennaio da
due sconosciuti mentre si recava al lavoro. Ai funerali svoltisi ieri hanno
partecipato oltre 500 persone: giornalisti, attivisti per i diritti umani,
leader religiosi, politici e gente comune. In molti puntano l'indice contro
l'esecutivo guidato da Rajapaksa, cui Wickramatunga non ha risparmiato aspre
critiche soprattutto per la guerra tra l'esercito di Colombo e le Tigri
tamil che sta insanguinando il nord dello Sri Lanka. I commentatori locali
hanno rilevato che verrà ricordato come il funerale di un giornalista con la
più alta partecipazione di sempre. Alcuni dei partecipanti al rito funebre
hanno esposto cartelli che riportavano slogan come "fermiamo la tirannia,
difendiamo la democrazia" ed un'immagine del presidente Rajapaksa è stata
data alle fiamme. Il leader dell'opposizione, Ranil Wickremasinghe, ha
affermato che "questa morte è un duro colpo alla democrazia e alla libertà
di stampa". Anche Sunanda Deshapriya, responsabile per lo Sri Lanka della
South Asian Free Media Association, ha commentato con rammarico la morte del
direttore del Sunday Leader: "L'assassinio di Lasantha è un segnale mandato
a centinaia e migliaia di altri giornalisti, che si impegnano in vicende
delicate, a non pensare nemmeno di mettere in piedi inchieste sulla
corruzione a larga scala e la continua situazione di guerra". Nel commentare
la morte del giornalista, il vescovo di Colombo, mons. Duleep de Chickera,
ha parlato di una "ondata di rabbia, paura e disperazione che attraversa il
Paese. Questo atto deliberato e senza senso deve essere condannato da tutti
coloro che nello Sri Lanka hanno a cuore la vita a la libertà di stampa".
Affiancando l'uccisione del direttore del Sunday Leader ai numerosi atti di
violenza contro giornalisti e redazioni, il vescovo ha affermato che la
morte di Wickramatunga "è parte di una più ampia e grave strategia per
costringere al silenzio i media". Anche il National Peace Council (NPC) e
diverse organizzazioni della società civile denunciano il clima di
intimidazione che vivono i media e la mancanza di libertà di espressione nel
Paese. Stati Uniti, Unione Europea, Canada e India hanno condannato
duramente l'assassinio e chiesto al governo di Colombo di fare quanto prima
chiarezza. (Fonte: agenzia Asia News)
*
Pechino, nuovo giro di vite sul web, chiuso un sito per blogger
*11.01.09 - Le autorità di Pechino che controllano il traffico in rete hanno
oscurato il portale Bullog.cn, un fornitore di spazi per blog gratuito e
molto apprezzato all'interno dei circoli culturali cinesi. Bullog.cn è stato
fondato nel 2006 da Luo Yonghao, docente universitario e pioniere della rete
e dei blog in Cina, molto apprezzato dai giovani del Paese perché ha sempre
espresso con franchezza le proprie opinioni. Egli ha confermato la chiusura
del portale perché, secondo Pechino, "raccoglie informazioni potenzialmente
pericolose in tema di politica interna e attualità". Già in passato il sito
internet creato da Luo Yonghao era stato oscurato e riaperto due volte; al
momento non è dato sapere se la chiusura è definitiva o si tratta di un
provvedimento temporaneo. Nel frattempo è montata la protesta nel web:
diversi bloggers hanno protestato contro la decisione della autorità e si
dicono "infuriati" e "senza parole". Bullog.cn,si era distinto in passato
per aver raccontato in tempo reale le proteste contro la costruzione di un
impianto chimico a Xiamen, nella provincia meridionale di Fujian. Negli
ultimi giorni il governo cinese ha adottato la linea dura contro la rete,
chiudendo 41 siti internet colpevoli di diffondere contenuti "volgari" i
quali "feriscono la morale pubblica". Pechino ha lanciato avvertimenti anche
a giganti del web, fra i quali Google, Baidu, MySpace e Msn, intimando loro
di "eliminare ogni link" che rimanda a materiale "pornografico" o contrario
"alla morale". Fra questi materiali dal contenuto lesivo vi sono anche
immagini e commenti "critici" verso il governo e le politiche in tema di
economia e diritti umani. La campagna di "pulizia del web" lanciata dal
partito comunista si aggiunge agli sforzi delle autorità volti a bloccare
ogni forma di dissenso o di protesta, mentre l'economia nazionale comincia a
segnare il passo e il Paese si prepara ad affrontare un anno delicato: a
giugno ricorrono i 20 anni dalla strage di piazza Tienanmen. (Fonte: agenzia
Asia News)
*Information Safety and Freedom
*sede: piazza D'Azeglio 18 - Firenze
sito web:
*http://www.isfreedom.org*
analisi, documenti e notizie sullo stato di salute della libertà di stampa
nel mondo
*ISF*
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