Il governo Prodi, com’era prevedibile, non ce l’ha fatta. Il Senato ha respinto ieri la fiducia con 156 voti favorevoli, 161 contrari e un astenuto. A pesare sull’ago della bilancia è stata l’assenza di Andreotti (si ancora lui) che ha fatto si che Prodi perdesse anche l’ultimo barlume di speranza. Due senatori di An si sono addirittura lanciati in festeggiamenti in Aula stappando una bottiglia di spumante e avendo cura che il tappo finisse sui banchi del Governo. Gianni Alemanno (An) è poi sceso anche in piazza capitanando un corteo di qualche decina di esaltati che sfilavano in Via del Corso intonando l’inno nazionale. L’ormai ex premier ha rassegnato le dimissioni al Capo dello Stato, che tuttavia si è riservato di accettarle rinviando le consultazioni con i presidenti di Camera e Senato a questo pomeriggio. I commenti del mondo politico alla notizia sono stati vari, da chi vuole elezioni anticipate subito a chi auspica un governo transitorio in attesa di una riforma elettorale. Comunque vadano le cose Prodi cade nuovamente, sarà ormai la terza volta, stavolta non per mano della sinistra “radicale”, ma a causa delle defezioni di Mastella e Dini, “dietro pressione dei poteri forti” come afferma Oliviero Diliberto, leader del Pdci, che si dichiara contrario a qualunque soluzione che snaturi la coalizione di centrosinistra. Chi sarà il prossimo a guidare questo nostro disastrato Paese? Berlusconi? Veltroni? Ai posteri l’ardua sentenza, noi continuiamo a sperare che l’Italia frammentata, individualista e dietrologista che ci è stata proposta lasci il posto a soluzioni migliori.
Giovanni Perna – DEApress
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