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Morto don Mazzi a 84 anni

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IL DECESSO A FIRENZE

Morto don Mazzi a 84 anni

Rimosso dalla sua parrocchia dell'Isolotto nel 1968 da allora ha guidato la comunità del popolare quartiere

 

Don Enzo Mazzi con Beppino Englaro  in una immagine del 28 marzo 2009 a Firenze (Ansa)
Don Enzo Mazzi con Beppino Englaro in una immagine del 28 marzo 2009 a Firenze (Ansa)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FIRENZE - E' morto a Firenze Don Enzo Mazzi, il sacerdote rimosso dalla sua parrocchia dell'Isolotto dal card. Ermenegildo Florit nel 1968 da allora ha guidato la comunità di base del popolare quartiere fiorentino.

La rottura con la Chiesa avvenne per la solidarietà data da Don Mazzi agli occupanti del duomo di Parma. Aveva 84 anni.

IL «PRETE DEL DISSENSO La notizia della morte di don Mazzi si è diffusa in serata nel capoluogo toscano ed è stata confermata da fonti vicine alla Comunità dell'Isolotto, la stessa che si è raccolta per oltre 40 anni attorno al 'prete del dissenso'.

La comunità ricorderà la figura di don Mazzi, malato da tempo, domani mattina alle 10,30 nello stesso popolare quartiere fiorentino dove, dopo la sua rimozione da parroco, per decenni é proseguita la celebrazione eucaristica in una piazza sotto le tettoie che abitualmente ospitano un mercato.

E' morto don Mazzi il parroco del dissenso

 don Enzo Mazzi animatore della Comunità dell'Isolotto che oggi nella sede di via degli Aceri 1 alle ore 10,30 lo ricorderà. Il sindaco Matteo Renzi ha detto: "Con Mazzi se ne va una figura fortemente legata alla città e in particolare al quartiere dell'Isolotto, dove il suo impegno si è protratto fino agli ultimi giorni. Ai familiari e alla sua comunità vanno le nostre sentite condoglianze".

Don Mazzi è stato un collaboratore di Repubblica, per anni i suoi interventi hanno accompagnato i lettori e hanno spiegato la posizione di quei cattolici che non sempre si riconoscevano nelle gerarchie ecclesiastiche.

Nato nel 1927, fu nominato parroco dell'Isolotto, uno dei grandi quartieri popolari di Firenze, nato del Dopoguerra. La nuova chiesa ospitava un gruppo di sacerdoti e laici che risentiva del clima del Concilio Vaticano II sulla scia del pensiero di Giorgio La Pira, Ernesto Balducci e Lorenzo Milani.

La Comunità abolì la separazione fra ricchi e poveri, clero e laici: in canonica furono alloggiati tre nuclei familiari, ex carcerati, disabili. La Comunità solidarizzava con quell'area cattolica che non si riconosceva più nella Dc. Don Mazzi contribuì a realizzare dentro la canonica un asilo, una piccola fabbrica, un laboratorio per invalidi. Le sue posizioni erano sempre più in contrasto con la curia fino ad arrivare allo scontro dell'autunno del 1968 quando un'assemblea della Comunità richiamò 10mila persone e la vicenda divenneun caso internazionale. Il cardinale Ermenegildo Florit, decise di reprimere duramente il dissenso: intimò a Mazzi e ai suoi collaboratori di lasciare la chiesa sostituendolo con un nuovo parroco. Cinque sacerdoti e tre laici furono incriminati dalla magistratura. 

Da quel momento don Mazzi continua a lavorare, ma dentro la sua comunità di base che si riunisce in piazza dell'Isolotto proprio davanti alla chiesa. Soltanto alla fine degli Anni '80 si è avviata una normalizzazione dei rapporti grazie all'intervento del cardinale Silvano Piovanelli.

Innumerevoli i suoi scritti e le sue pubblicazioni sui temi legati alla religione, al sociale e alla tolleranza della chiesa. 

Guarda la storia di don Mazzi


 

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 23 Ottobre 2011 12:04 )  

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