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Interventi di Vittoria Franco in merito alla discussione in Senato sulle mozioni "Donne e media".
Di seguito: intervento conclusivo nella seduta del 15 marzo 2011; intervento nella seduta del 9 marzo 2011 e replica alla ministra Carfagna. _ Seduta del 15 marzo 2011_ Approvazione dell'ordine del giorno G1 (testo corretto). Ritiro delle mozioni nn. 226 (testo 3), 229, 271 (testo 2), 381, 382, 384 (testo 2) e 385 (testo 2) PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni 1-00226 (testo 3), 1-00229, 1-00271 (testo 2), 1-00381, 1-00382, 1-00384 (testo 2) e 1-00385 (testo 2) su donne e sistema dei media. Ricordo che nella seduta pomeridiana di mercoledì 9, su invito della senatrice Bianconi, i Gruppi parlamentari e il Governo avevano convenuto di rinviare la votazione delle mozioni al fine di verificare la possibilità di giungere ad un atto di indirizzo unitario. Chiedo alla senatrice Bianconi se è stato definito un testo condiviso. BIANCONI (PdL). Signor Presidente, con estrema soddisfazione posso annunciare che il lavoro svolto dalle colleghe insieme al ministro per le pari opportunità Mara Carfagna ha prodotto un testo unitario, al quale si riferiranno le dichiarazioni di voto. Credo che ciò rappresenti per il Parlamento una bellissima pagina di grande unitarietà in merito alla discriminazione sulla persona donna, e possa rappresentare un altro grande gesto con cui quest'Aula oggi si tinge di rosa. (Applausi della senatrice Rizzotti). PRESIDENTE. Chiedo alla senatrice Franco Vittoria se intende ritirare la mozione di cui è prima firmataria. FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, ritiro le mozioni nn. 226 (testo 3) e 271 (testo 2) di cui sono prima firmataria, e colgo l'occasione per una brevissima illustrazione dell'ordine del giorno G1. Anch'io desidero esprimere, a nome del mio Gruppo, la grande soddisfazione... (Brusìo). Signor Presidente, le chiederei di intervenire per riportare il silenzio. PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione. Colleghi, c'è un intervento in corso su delle mozioni su cui si è raggiunta una conclusione unitaria, che sarebbe importante valorizzare. FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, anch'io voglio esprimere la grande soddisfazione del mio Gruppo per il risultato che siamo riuscite a ottenere stamani. Devo innanzitutto ringraziare le colleghe del mio Gruppo e dell'opposizione, le colleghe della maggioranza e il Governo, nella persona della ministra Mara Carfagna, per il risultato che siamo riuscite a conseguire, che non era scontato in partenza. È il frutto di un lavoro comune: l'ordine del giorno è stato letteralmente scritto insieme. Naturalmente si è svolta una discussione a tratti vivace ed appassionata, nella comune consapevolezza della posizione in cui le donne si trovano nella rappresentazione che i media ne danno: tuttavia, siamo riuscite a trovare convergenze, sia nelle premesse che soprattutto nel dispositivo, che è risultato molto articolato e molto ricco. (Brusìo). Vorrei parlare del nostro impegno anche ai colleghi maschi, se me lo consentono. PRESIDENTE. Prego i senatori di avere il decoro di non dare le spalle alla Presidenza e di uscire dall'Aula, se hanno riunioni da fare. FRANCO Vittoria (PD). Vorrei spiegare ai colleghi maschi appartenenti a tutti gli schieramenti il senso del nostro impegno affinché si trovassero punti di convergenza tra maggioranza, opposizione e Governo. Questo impegno, signor Presidente e colleghi, deriva da un convincimento profondo, per quanto mi riguarda. Quando si tratta del corpo delle donne, o quando si tratta di provvedimenti che mirano a far guadagnare potere alle donne - ne abbiamo discusso prima a proposito delle quote - la trasversalità costituisce un valore aggiunto; e ciò per due ragioni. Innanzitutto, quel che si guadagna e si conquista viene ad avere una maggiore solidità perché quel risultato è meno esposto a ritorni indietro; in secondo luogo, vi è la possibilità per le donne di fare esercizio dell'autonomia, un grande principio che i maschi non sempre riescono a riconoscere e che è un valore per tutte le donne, quale che sia lo schieramento cui appartengono. Mi fa anche piacere che diversi uomini abbiano accettato di sottoscrivere l'ordine del giorno, perché per dare attuazione agli impegni che il Governo si assume anche la loro cooperazione è importante. Signor Presidente, vorrei brevemente ricordare solo alcuni punti del dispositivo, che è molto articolato e ricco. Vorrei mettere al primo posto quello che qui compare all'ultimo semplicemente per un ordine logico. Sto parlando dell'impegno del Governo ad elaborare una proposta di codice di autoregolamentazione che fornisca linee guida al sistema radiotelevisivo perché si arrivi al massimo rispetto della rappresentazione della figura femminile. Vi è poi un altro impegno importante: quello di tenere adeguatamente in conto, in sede di stipula del contratto di servizio 2010-2012, i principi espressi nel parere della Commissione di vigilanza RAI. Un altro punto rilevante è la richiesta di un maggiore peso delle donne nelle posizioni dirigenziali all'interno del servizio pubblico. Vi sono poi altri punti che non posso richiamare, ma che sono altrettanto fondamentali, come le iniziative legislative per dare attuazione alle direttive dell'Unione europea, oppure la valorizzazione di altri modelli di donne quelle che arrivano a conquistare posizioni nel mondo della cultura, delle professioni, dell'arte e della scienza. Allora, siamo davvero tutte convinte - per questo siamo riuscite a raggiungere questo risultato - che ci sia un grande problema nel nostro Paese nel rapporto tra donne e media. Le donne hanno risonanza nei media solo se sono vittime o veline: quindi non emerge adeguatamente quella figura di cui parlavo prima, che pure è così diffusa, anche se non come dovrebbe, nella società. C'è piuttosto invece il modello del successo facile, del diventare famosi ad ogni costo. Abbiamo richiamato molto opportunamente nelle premesse anche il monito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando ha invitato a non fare un uso consumistico della donna e a non considerarla come oggetto. Questa mozione, signor Presidente, per il valore che hanno tali atti, che è quello di dare indirizzi al Governo - e noi a questa attribuiamo un grande rilievo - ha quella in votazione ha per noi una grande importanza anche sul piano simbolico. Quindi, ringrazio davvero tutte le colleghe, maggioranza e opposizione, e il Governo per aver tutte cooperato a raggiungere questo risultato. (Applausi dal Gruppo PD). ------------------------------------------------------------------------------------------------------ _ Intervento nella seduta del 9 marzo 2011 _L'intervento di Vittoria Franco, nella seduta mattutina del Senato di mercoledì 9 marzo 2011, per illustrare le Mozioni: SENATO DELLA REPUBBLICA ------ XVI LEGISLATURA ------ 517a SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO MERCOLEDÌ 9 MARZO 2011 (Antimeridiana) _________________ Presidenza della vice presidente MAURO, indi della vice presidente BONINO _________________ Discussione delle mozioni nn. 226 (testo 3) (Procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento), 229, 271 (testo 2), 381, 382, 384 e 385 (testo 2), su donne e sistema dei media (ore 9,39) PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00226 (testo 3), presentata dalla senatrice Franco Vittoria e da altri senatori, con procedimento abbreviato ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento, 1-00229, presentata dalla senatrice Germontani e da altri senatori, 1-00271 (testo 2), presentata dalla senatrice Franco Vittoria e da altri senatori, 1-00381, presentata dalla senatrice Bonino e da altri senatori, 1-00382, presentata dal senatore Lauro e da altri senatori, 1-00384, presentata dalla senatrice Carlino e da altri senatori, e 1-00385 (testo 2), presentata dalla senatrice Aderenti e da altri senatori, su donne e sistema dei media. Ha facoltà di parlare la senatrice Franco Vittoria per illustrare le mozioni nn. 226 (testo 3) e 271 (testo 2). FRANCO Vittoria (PD). Signora Presidente, finalmente riusciamo a discutere in quest'Aula di un tema importante come quello oggetto delle mozioni oggi all'ordine del giorno. Tra queste ve ne sono due di cui sono prima firmataria. Ciò che si evidenzia è la rappresentazione distorta che i mezzi di comunicazione di massa forniscono delle donne. Anche questa è un'anomalia tutta nostra in Europa. È un'anomalia se le donne devono scendere in piazza per gridare il rispetto della loro dignità; ed è un segno di questa anomalia persino il fatto che il Presidente della Repubblica, nel suo messaggio per l'8 marzo, abbia dovuto ammonire a non dare un'immagine consumistica delle donne, a non considerarle oggetto da usare, magari da sfruttare, da scambiare. E noi lo ringraziamo davvero per questa sua voce autorevole a sostegno della dignità femminile. Nella nostra prima mozione, signora Presidente, scritta circa tre anni fa, parliamo di immagine stereotipata offerta dai media, ma ora siamo ben oltre gli stereotipi. Lo abbiamo toccato con mano, leggendo i numerosi interventi da parte maschile alla vigilia delle manifestazioni del 13 febbraio: in molti di quegli articoli si parlava della legittimità, quasi, dello scambio sessuale, presentato come libertà. No, colleghi. In quei ragionamenti c'è solo l'equivoco della libertà femminile. In realtà, si tratta di una forma aggiornata di assoggettamento del corpo delle donne ai voleri e ai desideri maschili. È una forma più insidiosa di sudditanza, travestita da libertà. Non c'è dubbio che il modello televisivo di donna leggera, che sta nuda e muta sulla scena, bella e zitta, è enormemente pervasivo, penetra nelle coscienze di tante giovani donne, di adolescenti, e le condiziona. È il modello del successo facile, ottenuto attraverso l'esibizione del corpo, del diventare famose a tutti i costi, anche a costo di prostituirsi. Poco arriva sui media della realtà normale di donne che faticano per affermarsi perché sono brave, istruite e capaci. Del modello rappresentato da queste donne che raggiungono traguardi importanti per le loro capacità nelle professioni, nella ricerca, nell'imprenditoria, nella politica, nell'associazionismo, nelle istituzioni, nell'arte e nella cultura - come diciamo nella seconda mozione - arriva poco e niente nelle televisioni e sui media, perché non fanno spettacolo, non fanno notizia. È triste dover ammettere che le donne fanno notizia soprattutto se sono o vittime di violenza - e purtroppo sono tante le violenze, sempre di più - oppure veline. È così pervasivo il modello del velinismo, dell'esistere solo per la bellezza del corpo, che non posso non richiamare a titolo di esempio un episodio che riguarda un noto conduttore televisivo, Bruno Vespa, che mi ha molto colpita - si intende - negativamente. Presentando il Premio Campiello 2010, dove era arrivata finalista una giovane e brava scrittrice, Silvia Avallone, Vespa non trova di meglio che attirare l'attenzione del pubblico e delle telecamere sul suo décolleté. Morale: anche una scrittrice di talento viene trattata come una velina. Già una indagine del CENSIS del 2006, svolta nell'ambito del progetto europeo «Women and Media in Europe», segnalava come l'immagine della donna offerta dalla televisione italiana sia stereotipata e molto spesso non corrispondente all'effettivo ruolo ricoperto dalle donne nella realtà della vita. L'immagine prevalente è quella - si diceva in quel rapporto - patinata, sempre giovane e di bell'aspetto. Nei cinque anni che ci separano da quell'indagine le cose sono, se possibile, peggiorate, come ha documentato il video di Lorella Zanardo dal titolo esemplificativo «Il corpo delle donne». In una delle ultime immagini di quel documentario - e invito i colleghi maschi che non l'hanno visto a guardarlo, anche se ora stanno chiacchierando, e me ne dispiace - si vedevano donne appese come prosciutti, immagini terribili oltre che offensive. Altro che rispetto della dignità! Allora, mi permetto di dire che quelle immagini sono sicuramente il frutto di una qualità scadente delle televisioni pubbliche e private, ma ciò succede anche perché la programmazione e i ruoli più importanti nelle televisioni sono nelle mani degli uomini. Lo sguardo in quei luoghi è tutto al maschile. Allora, primo dovere pubblico è migliorare la qualità della programmazione e dei palinsesti televisivi, adottando un severo codice di autoregolamentazione - come noi proponiamo nella nostra mozione - finalizzato al rispetto della dignità delle donne e alla valorizzazione della figura femminile in tutte le sue espressioni. Occorre poi riconoscere un maggiore peso di decisione alle donne e promuoverle nei ruoli più importanti. Nel nuovo Contratto nazionale di servizio si prevedono spazi nuovi e riconoscimenti per le donne; si prevedeva nelle nostre proposte, sostenute anche dalla senatrice Bonino, un osservatorio contro le discriminazioni e a tutela della dignità dell'immagine delle donne: peccato che questa nostra proposta non sia arrivata fino in fondo. Ma ora noi richiamiamo il Governo a impegni chiari - sottolineo chiari - e ne indico in particolare alcuni, contenuti nel dispositivo della prima mozione, a mia prima firma. Il dispositivo impegna il Governo ad assumere il parere della Commissione di vigilanza in sede di stipula del Contratto di servizio tra Stato e RAI, quindi a svolgere un'opera di sensibilizzazione al rispetto della dignità delle donne; a rimuovere tutte quelle espressioni che indicano discriminazione nei confronti delle donne; a promuovere campagne finalizzate alla diffusione e alla valorizzazione del lavoro e delle opere delle donne in campo artistico, culturale, scientifico, politico; ad adottare campagne di sensibilizzazione nelle scuole, per aiutare i giovani a difendersi dai messaggi discriminatori nei confronti delle donne; infine, a promuovere - questo è un impegno molto importante ma per noi molto più di valore - l'acquisizione di potere e di responsabilità da parte delle donne in tutti i settori della vita produttiva e sociale. È questa la premessa perché le donne vengano davvero rispettate nella loro dignità e nella loro libertà. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Allegrini). --------------------------------------------- La Replica di Vittoria Franco alla Ministra Carfagna nella seduta pomeridiana del Senato di mercoledì 9 marzo 2011: SENATO DELLA REPUBBLICA ------ XVI LEGISLATURA ------ 518a SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO MERCOLEDÌ 9 MARZO 2011 (Pomeridiana) _________________ Presidenza del vice presidente NANIA, indi della vice presidente MAURO e della vice presidente BONINO Seguito della discussione delle mozioni nn. 226 (testo 3) (Procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento), 229, 271 (testo 2), 381, 382, 384 e 385 (testo 2), su donne e sistema dei media (ore 16,34) PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni 1-00226 (testo 3), 1-00229, 1-00271 (testo 2), 1-00381, 1-00382, 1-00384, e 1-00385 (testo 2) su donne e sistema dei media. Ricordo che nella seduta antimeridiana hanno avuto luogo l'illustrazione e la discussione sulle mozioni e il Ministro per le pari opportunità, l'onorevole Carfagna, ha espresso i pareri sugli atti di indirizzo. L'orientamento del Governo è favorevole sulle mozioni nn. 229, 382, 385 (testo 2) e contrario sulla mozione n. 381. Sulle restanti mozioni, la rappresentante del Governo ha espresso parere favorevole, a condizione che esse vengano riformulate dai proponenti. Chiedo alla senatrice Franco se intende accogliere le modifiche proposte dal Governo. FRANCO Vittoria (PD). Signora Ministro, devo confessarle di essere davvero molto sorpresa e dispiaciuta per il parere che lei ha espresso sulle nostre due mozioni. Si tratta infatti di un parere sostanzialmente negativo: lei ha bocciato le premesse delle due mozioni del Partito Democratico e sinceramente non ne capisco il motivo, dato che in esse viene semplicemente fotografata la rappresentazione che i media danno delle donne. Molte delle nostre considerazioni si ritrovano ad esempio nella mozione di cui è prima firmataria la senatrice Germontani, sulla quale lei ha pronunciato un parere favorevole, e le ho ritrovate in molte parti della sua stessa replica. Entrambe abbiamo citato il discorso di ieri del presidente Napolitano. Direi quindi che la bocciatura che lei ha fatto della nostra analisi è portatrice di un pregiudizio nei nostri confronti. Probabilmente, un parere diverso da parte sua, più generoso e più equo, avrebbe potuto portare a voti condivisi, almeno su alcune parti, come è accaduto nella scorsa legislatura, quando - forse lei non lo ricorderà - proprio qui in Senato furono approvate all'unanimità mozioni di analogo tenore. Ecco, direi che lei, signora Ministro, oggi si sta assumendo la responsabilità di creare forse artificiosamente una divisione tra le donne, su un tema sul quale invece sono possibili convergenze perché si sono già verificate. E le donne divise - lo sa meglio di me - sono più deboli perché danno un vantaggio agli uomini e lei che è Ministro per le pari opportunità avrebbe dovuto evitarlo. Era sua responsabilità farlo, ma evidentemente non l'ha voluto e di questo si assume una grave responsabilità. Pertanto, non accettiamo le modifiche che lei ci chiede poiché svuotano completamente il testo e il senso della nostra proposta. Me ne dispiace davvero perché mi sarei aspettata un atteggiamento e un comportamento diversi da lei, dal suo Governo e anche dalla maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pedica). Senatrice Vittoria Franco - Pal. Madama 0667064359 - Resp. Segr./Uff. Stampa Paolo Maggi 333 4798910 e-mail: vittoria@vittoriafranco.it - internet: http://www.vittoriafranco.it |
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