Napolitano deve riflettere

Mercoledì 30 Gennaio 2008 12:46 amministratore
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Nella foto: il Presidente Giorgio Napolitano - fonte google 

 
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha deciso di prendersi 18 ore prima di decidere sul da farsi. A metà giornata di oggi sapremo se, nel tentativo di arrivare ad una modifica della legge elettorale, chiederà a qualcuno (Marini, Amato?) di tentare di varare un governo tecnico ‘ad hoc’, oppure se si rassegnerà a sciogliere il Parlamento.
Nell’attesa della decisione di oggi, nei corridoi del Quirinale si analizzano con particolare attenzione le lunghe dichiarazioni rilasciate al termine del colloquio con Napolitano dal presidente emerito Francesco Cossiga che aveva detto: «Credo che ci sia l’orientamento di conferire un incarico. Si potrebbe dare un incarico esplorativo per dare un po’ a tutti il tempo di riflettere e capire».
«Deve essere fatto di tutto — aveva aggiunto — per evitare che si vada alle elezioni con questa legge che ha privato i cittadini di un qualsiasi diritto di scelta. Bisogna fare il possibile per modificarla».
«Mi auguro — aveva concluso l’ex Capo dello Stato — che l’opposizione di fronte alla formazione di un governo non farà nulla per impedire la riforma elettorale».
Nei colloqui della mattinata con i leaders politici dei due schieramenti, Berlusconi e Veltroni, il presidente della Repubblica ha potuto toccare con mano quanto le posizioni di entrambi fossero rimaste ferme su quelle più volte espresse nei giorni scorsi.
Silvio Berlusconi vede come unica strada il ricorso immediato alle urne, mentre Walter Veltroni è per un governo a tempo che completi il cammino delle riforme.
Il leader di Forza Italia ha formalmente bocciato anche l’ipotesi di un mandato esplorativo: «Lo ritengo inutile perchè l’esplorazione la sta facendo molto bene il Presidente della Repubblica. Non si può lasciare il Paese in sospeso alla ricerca di un qualcosa che non si è riusciti ad ottenere in tutti questi mesi».
Opposta la posizione del segretario del Pd che ha presentato a Napolitano due ‘ipotesi di lavoro’: la prima è quella di «fissare la data delle elezioni nella primavera del 2009 e, nel frattempo, fare in modo che il Parlamento, con il concorso di tutte le forze politiche, attui le riforme istituzionali, quelle dei regolamenti parlamentari e la riforma elettorale per dare al Paese la stabilità di cui ha bisogno». La seconda è quella di «fissare una data delle elezioni più ravvicinata, tra pochi mesi, ma affrontare in questo periodo la riforma elettorale»
 
DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Gennaio 2008 14:05 )