Cittadini contro le esternalizzazioni

Martedì 12 Dicembre 2006 18:20
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PONTASSIEVE - Dopo la decisione dell'Istituzione Cultura di esternalizzare la gestione del servizio di biblioteca, si sono levate diverse polemiche sia tra i cittadini sia tra i dipendenti pubblici. Il 18 dicembre si svolgerà il Consiglio Comunale, durante il quale dovrebbe esser formalizzata l'esternalizzazione tramite la firma del contratto. I cittadini si sono organizzati per divulgare la notizia e raccolglie firme contro quest'iniziativa.

Riportiamo di seguito il comunicato che accompagnerà le griglie utilizzate per la raccolta firme. L'appello è firmato Cittadini di Pontassieve per la difesa del patrimonio collettivo.

I cittadini firmatari dell’appello contestano con fermezza l’iniziativa assunta dal Sindaco di Pontassieve e dalla Presidentessa dell’Istituzione Cultura di esternalizzare (cioè affidare ad esterni) la gestione della Biblioteca Comunale a società private e chiedono il mantenimento  della gestione  pubblica del  servizio.

La fruizione della biblioteca è inserita dal manifesto unesco all’interno dei diritti di cittadinanza.
La biblioteca pubblica deve essere il centro informativo locale che renda disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione; e l’accesso all’informazione da parte dei cittadini è evidentemente uno dei pilastri della democrazia.
L’esternalizzazione (di fatto una parziale privatizzazione) di questo servizio, parimenti a quello degli altri servizi comunali – quali l’Archivio Storico e la farmacia comunale, anch’essi in via di esternalizzazione – pregiudica la sua stessa natura di diritto comunitario.

L’accesso dei cittadini alla cultura deve restare un diritto concreto e la biblioteca comunale un patrimonio della collettività.

Questa la cronologia della vicenda:
Nel 2001 nasce l’Istituzione Cultura del Comune di Pontassieve, al fine di gestire e di sviluppare i servizi e le attività culturali del Comune di Pontassieve (citazione dal sito istituzionale).
Nel 2006 l’attuale presidentessa dell’Istituzione, Beatrice Biagini, propone l’esternalizzazione del servizio bibliotecario comunale.
Martedì 24 ottobre, si riunisce una commissione consiliare che oltre ad esprimere profondo dissenso rispetto al metodo ed al merito della scelta, vota una mozione presentata dal capogruppo dei Verdi per la Pace Paolo Rosini nella quale si richiede l’interruzione dell’iter burocratico; votano a favore della mozione, dunque contro l’esternalizzazione, Barchielli Guendalina DS, Riccardo Clementi Margherita, Paolo Rosini Verdi per la Pace, Coco Giuliano Forza Italia, Poggiali Paolo Gruppo Misto; votano no alla mozione: Frosolini Cinzia DS ed il capogruppo dei DS Ghiarini Angiolo).
Mercoledì 25 ottobre alle ore 12.00, ignorando completamente la discussione avvenuta il giorno precedente, nell’ufficio della direttrice dell'Istituzione Cultura Beatrice Biagini si apre la busta dell'unico partecipante al bando (nb. la natura del bando era "ad invito", perciò i suoi eventuali partecipanti erano stati preselezionati). Come ci ha illustrato Beatrice Biagini, la modalità del bando “ad invito” è pienamente permessa dalle norme vigenti. Ma più che una scelta tecnica si è rivelata una scelta politica.
La durata del bando di un anno sconsiglia al gestore investimenti o progetti di valorizzazione che non abbiano riscontro immediato (e spesso effimero) e lo costringe a ricorrere a lavoro precario.
L’importo di 88.500 euro circa -iva esclusa- è assolutamente inferiore ai costi attuali (con tre operatori di ruolo), che nel 2005 sono ammontati a complessivi 156.000 euro -iva inclusa-. Saranno dunque inevitabili i tagli: ovviamente ricorrendo a contratti di lavoro atipici, diminuendo i documenti acquistati o i servizi erogati.

Perché non è stato aperto un percorso di confronto, partecipativo e realmente democratico, in cui la cittadinanza potesse sentenziare pubblicamente la scelta dell’amministrazione?
Essendo i consiglieri comunali l’espressione istituzionale della volontà della cittadinanza e la commissione consiliare un organo di tale espressione, perchè non è stata minimamente presa in considerazione?
Ci troviamo ancora una volta di fronte a un esempio di democrazia rappresentativa che non funziona: le scelte dei nostri amministratori ricadono senza un confronto sulle spalle di tutti noi.

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 01 Aprile 2007 13:53 )