Giovanna Reggiani, la donna massacrata da un rumeno a Tor di quinto a Roma, è morta e da oggi partiranno le espulsioni. Gli elenchi dei rumeni indesiderabili sono già stati compilati nelle questure di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze. Pronti per essere firmati dai prefetti che da ieri, quando il presidente Napolitano ha firmato il decreto, hanno acquisito il potere di espellere "per motivi di pubblica sicurezza" i cittadini comunitari che "hanno compromesso la tutela della dignità umana o dei diritti fondamentali della persona o l'incolumità pubblica". In una parola, come recita il decreto varato dal governo dopo l'aggressione alla Reggiani, si tratta di quanti hanno rotto le regole "dell'ordinaria convivenza". Nel giro di alcuni mesi, saranno allontanate alcune migliaia di cittadini comunitari. Ma già a Roma, i primi calcoli fatti da polizia e carabinieri sulla base degli arresti di rumeni per reati di grave, media e piccola entità, fanno ipotizzare che le espulsioni potrebbero toccare quota cinquemila. La procedura d'espulsione non è automatica: se il cittadino comunitario è già sotto indagine sarà necessario chiedere l'autorizzazione del magistrato. Se ha commesso reati gravi o molto gravi, come nel caso dell'assassino della Reggiani, il processo andrà avanti in Italia e qui il condannato sconterà la pena. Per reati minori il giudice può dare il via libera all'espulsione. Per i "pericolosi" e per chi non è incensurato ci vorrà la convalida del giudice di pace. In pratica, valgono le regole usate per gli extracomunitari.
Nicoletta Consumi - DEApress