Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, intervenendo venerdì scorso alla facoltà di economia dell'Università di Torino, ha improvvisamente voluto rivelare al suo pubblico, un dato di fatto per niente sconosciuto alla maggioranza dei lavoratori. I salari sono troppo bassi.
Evidentemente la nuova moda dell'autunno-inverno sarà la "scoperta dell'acqua calda". Lo ammetto, sono troppo critico; in fondo molte grandi scoperte si basano sulla costatazione di fatti semplicissimi.
Il ragionamento del govenatore, dopo di ciò, proseguiva con i consueti luoghi comuni su flessibilità e imprenditorialità. Ma, almeno si era tentato di comparare gli stipendi italiani con quelli degli altri partner europei più avanzati. In fondo, è il mio commento, non siamo forse tra le nazioni più sviluppate? Con il suddetto confronto si scopriva come, in Italia, sono soprattutto i giovani, ad essere maggiormente penalizzati.
Nello stesso momento, anche le buste paga della Riello e dell'Ilva si uniformavano ai 30 euro accordati dalla Fiat, prima della firma del contratto...Cifra esigua, che, del resto, viene concessa con un provvedimento probabilimente più economico (dal punto di vista delle aziende) se confrontato ai costi di una vertenza salariale.
Devo riconoscere comunque a Mr. Draghi almeno il merito di aver avuto un approccio al problema un pò più serio di quello del famoso discorso di un ministro sui cosiddetti "bamboccioni"....
Fabrizio Cucchi, DEApress
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