tratto da Indymedia.org
Dopo un primo maggio di lotta generalizzata, la rivolta in Grecia non si arresta. In opposizione al piano di austerità voluto dal primo ministro Papandreou, "necessario" per fronteggiare la crisi e rientrare nei parametri finanziari europei, i sindacati confederali e di base hanno indetto dal 4 maggio uno sciopero generale. I primi con una chiamata di 48 ore, gli altri con un'astensione dal lavoro a tempo indeterminato.
Trasporti bloccati in tutta la Grecia, cortei e scontri con la polizia hanno paralizzato il Paese. L'enorme manifestazione che ha avuto luogo il 5 maggio ad Atene si è trasformata nella più grande esplosione sociale di rabbia dell'epoca post-dittatoriale. All'incirca 200.000 persone di tutte le età hanno preso le strade tentando, per varie ore e con ondate consecutive, di circondare e prendere il Parlamento.
La giornata si chiude con la tragica notizia della morte di 3 dipendenti della Marfin Bank, attaccata in una situazione un po' strana durante la manifestazione. La banca, che non aveva l'agibilità rilasciata dai vigili del fuoco, né un sistema antincendio, era l'unico istituto di credito rimasto aperto, per imposizione del proprietario. Il 6 maggio la maggioranza di governo (centro-sinistra), con i voti del partito di estrema destra Laos, ha approvato il piano di risanamento del debito pubblico che durerà almeno tre anni; Nuova Democrazia (centro-destra), i comunisti del KKE e la sinistra radicale di Syryza hanno votato contro.
Nei giorni seguenti alle mobilitazioni di piazza, un folto numero di poliziotti hanno invaso il quartiere di Exarcheia, densamente abitato da attivisti di sinistra e anarchici. In una operazione che sa di vendetta per gli scontri, hanno devastato diversi centri sociali ed esercizi gestiti da anarchici, sgomberando uno squat armi in pugno e pestando indiscriminatamente passanti, giornalisti, anziani e avvocati, questi ultimi secondo un piano che sembrerebbe ordito appositamente per provocarne l'arresto. In alcuni casi sono entrati in condomini e abitazioni private, continuando all'interno l'opera repressiva, come testimonia l'intervista e le fotografie sanguinanti di una ragazza aggredita sul pianerottolo, dove protestava contro le violenze. Inseguita in casa, sfondata la porta e pestata assieme al marito, mentre le guardie minacciavano di tornare per violentarla.
Solidarietà internazionale alla rivolta greca. Non un euro né un posto di lavoro in meno per salvare banche e padroni, responsabili della crisi.
Qualche foto degli scontri







| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






