La Nato attacca i Talebani

Giovedì 15 Marzo 2007 17:57
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L’operazione dell' Alleanza atlantica, denominata "Achille", conta secondo le statistiche un migliaio di governativi e 4.500 soldati. Da fonti ufficiali, Ieriè stata circondata la zona di Musa Qala, capoluogo di provincia afgana. Lo scopo dell’operazione Nato, secondo una inchiesta pubblicata dal Times, è la riconquista dell’Helmand e la resa dei conti con i Talebani ed i 'produttori d’oppio'. Il mullah Abdul Passim ha avvisato (attraverso i media) che verranno arruolati diverse centinaia di Kamikaze pronte al martirio e 4.000 combattenti  in grado di abbattere gli elicotteri della Nato. Si prospettano, purtroppo, scontri sul terreno realmente cruenti. Sempre ieri altre cinque vittime ‘presunti terroristi’ sono rimaste uccise nei pressi di Helmand, mentre sei persone sono state catturate nell’Est del paese. Tra questi ultimi spicca la presenza del Mullah Mahmood, considerato un istruttore di kamikaze. Il mullah è stato sorpreso mentre cercava di allontanarsi nascosto sotto un burqa, il tradizionale abito femminile che nasconde il viso ed il corpo.
La Nato ha affermato  che i sei catturati avrebbero stretti legami con il ‘fronte di Tora Bora’ braccio di Al Qaeda nelle zone tribali afgane al confine con il Pakistan. Questo gruppo, è guidato da Anwarul Haq Mudjahid - figlio di Junus Khalis, uno dei comandanti mujaheddin di Gulbuddin Hekmatyar - durante la guerra all’armata rossa. Inoltre, Tony Blair ha sollecitato un maggior impegno In terra afgana da parte degli alleati europei dicendo:”Vogliamo che i nostri partner della Nato facciano ancora di più, alcuni paesi hanno sollevato i loro caveat, altri no.” Il termine caveat si riferisce alle restrizioni che ogni nazione può imporre al mandato dei propri militari. Ovviamente tra i destinatari delle sue parole c’è l’Italia che ha imposto ai suoi militari di non prender parte ad operazioni nel sud del paese (...). Londra ha già disposto l’invio di 1.400 uomini che si affiancheranno ai 6.300 già presenti sul territorio. La Francia ha dichiarato di non voler aumentare il contingente, gli altri paesi per il momento tacciono.
A mio giudizio, questa campagna, la più grande dalla guerra del 2001, non sarà affatto facile.
Nicoletta Consumi/DEApress International 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Novembre 2007 21:16 )