GUERRA. ENRICO PIOVESANA: UN'OPERAZIONE MILITARE ITALO-SPAGNOLA IN AFGHANISTAN
[Dal sito di "Peacereporter" (www.peacereporter.net) riprendiamo il seguente articolo del 14 marzo 2007.
Enrico Piovesana, giornalista, lavora a "Peacereporter.net", per cui segue la zona dell'Asia centrale e del Caucaso; nel maggio 2004 e' stato in Afghanistan in qualità di inviato]
”Soldati italiani e spagnoli della Forza di Reazione Rapida (Qrf) - basata ad Herat e comandata dal generale italiano Antonio Satta - sono impegnati in un'operazione militare nell'ovest dell'Afghanistan volta a "impermeabilizzare" la frontiera tra le province occidentali (Farah, Herat, Ghor e Badghis) e quella meridionale di Helmand, dov'e' in corso l'offensiva della Nato "Achille".
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Lo scopo della missione
Stando a quanto dichiarato dal portavoce spagnolo, l'operazione – appena iniziata e che durerà almeno fino al 10 aprile - ha come scopo quello di "ridurre le possibilità" che i talebani "provino a scappare" dall'offensiva della Nato in Helmand verso "altre regioni del paese, tra cui quelle occidentali". In sostanza, si tratta di sparare contro i guerriglieri che tentano di fuggire dalle bombe Nato. Alla missione partecipano truppe dell'esercito e delle forze di polizia afgane.
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Le forze italiane coinvolte
Le forze spagnole impegnate nell'operazione sono quelle inquadrate nella "Quick Reaction Force" di Herat, ovvero la Brigata Cacciatori di Montagna "Aragon" 1. Le forze italiane che fanno parte della Qrf - e che quindi parteciperebbero all'operazione - sono i 90 soldati della Prima Compagnia "Cobra" del 66mo Reggimento fanteria aeromobile "Trieste" di Forli' (comandata dal capitano Matteo Luciani, giunta in Afghanistan lo scorso 12 settembre) e i circa 120 soldati delle nostre forze speciali: incursori di Marina del "Comsubin" e parà del "Col Moschin".
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Smentite e mezze conferme da Roma
Dopo le iniziali smentite del ministero della Difesa italiano, nel pomeriggio il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri ha confermato la partecipazione italiana all'operazione, definendola "un'operazione normale, condotta secondo le regole che sono state stabilite, per cui teniamo sotto controllo le vie di comunicazione in modo da impedire che attraverso di esse ribelli o terroristi inseguiti, possano venire a trovare rifugio in questa zona". "Non c'e' nulla che il governo vuole nascondere", ha concluso Forceri. Ma allora perché il governo ha parlato solo dopo che la notizia e' trapelata dalla Spagna. E perché, inizialmente, il ministero della Difesa aveva seccamente smentito?”