La campagna elettorale francese entra nel vivo e non risparmia i colpi bassi. Nei giorni scorsi il quotidiano satirico “Le Canard enchaîné” aveva pubblicato una inchiesta sull’acquisto, da parte del candidato della destra gollista Nicolas Sarkozy, della sua abitazione nei pressi di Parigi nel 1997. Il quotidiano mostrava come il prezzo fosse stato diminuito di circa 300 mila euro per favorire il politico francese. In effetti, nel 2006, al momento di rivendere la propria abitazione, Sarkozy avrebbe intascato una cifra pari a più del doppio di quella sborsata per acquistarlo. Secca arriva oggi la smentita di quest’ultimo, che ha giudicato le accuse “ingiuriose e strumentali”. Anche la candidata socialista, Ségolène Royal era incappata alcune settimane fa in una polemica di tipo “immobiliare”. A seguito delle dichiarazioni in televisione del marito, François Hollande (segretario del Partito Socialista) che aveva affermato “di non amare i ricchi”, alcuni Blog avevano fatto le pulci al patrimonio della coppia, nel quale figura anche una società immobiliare che, secondo le accuse, era stata creata per sfuggire all’imposta sui grandi patrimoni. La coppia aveva replicato alle accuse, ammettendo così di pagare questa tassa, che in Francia colpisce i patrimoni sopra i 760 mila euro.
Andrea Pardini - corrispondente DEApress da Parigi
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