Nel giorno del capodanno tibetano tre persone si sono date
fuoco nel centro di Pechino, in una delle zone più turistiche e commerciali a
pochi metri da piazza Tienanmen. I tre (due uomini e una donna) sono stati
fermati dalla polizia mentre cercavano di appiccare il fuoco nella macchina
nella quale si trovavano.
La polizia cinese riferisce che si tratta di “petitioners” venuti dalla provincia per chiedere al governo centrale di intervenire per un’ingiustizia subita localmente. Secondo altre fonti le tre persone provengono dalla regione autonoma del Xinjiang, dove vivono nove milioni di musulmani uighuri, che vengono discriminati e che costituiscono il gruppo più numeroso tra le migliaia di prigionieri politici cinesi. Altri collegano l’episodio al capodanno tibetano e alla giornata di lutto indetta dalle organizzazioni autonomiste tibetane per le persone morte nelle manifestazioni dell’anno scorso.
In passato
questa forma di protesta era stata utilizzata da esponenti della setta
religiosa del Falun Gong, perseguitata dal governo cinese.
Valentina Casini - DEApress
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