La guerra civile in Costa d’Avorio si avvia presumibilmente verso le sue fasi conclusive. Cinque giorni fa le truppe di Alassane Ouattara - candidato uscito vittorioso dalle elezioni di Novembre e presidente riconosciuto dalla comunità internazionale - sono penetrate ad Abidjan, capitale economica del paese e ultima roccaforte di Laurent Gbagbo, il presidente uscente che da mesi si oppone ai risultati elettorali. Da allora è stata una continua escalation di violenze, culminate in uno scontro a fuoco nei pressi della residenza presidenziale che ha tenuto impegnati i due schieramenti alle prime ore dell’alba. Fonti vicine a Ouattara affermano che il palazzo sarebbe stato occupato ieri nel tardo pomeriggio, tuttavia tali dichiarazioni non hanno ricevuto una conferma ufficiale (fonte: Reuters). Secondo alcune segnalazioni di Ally Coulibaly, l’ambasciatore ivoriano in Francia nominato da Ouattara, Gbagbo sarebbe ancora vivo e al momento starebbe negoziando la sua resa (fonte: Al Jazeera). La giornata di ieri ha visto il contingente ONU e le truppe francesi presenti sul territorio bombardare un serie di obbiettivi militari all’interno del centro cittadino, tra cui un lanciarazzi situato in prossimità della residenza di Gbagbo. A Parigi, un consigliere del presidente uscente ha definito il blitz ONU un atto illegale e un tentativo di assassinio (fonte: Ansa). Hamadoun Toure, portavoce dell’ONU in Costa d’Avorio, ha giustificato gli attacchi definendoli una misura di protezione nei confronti della popolazione civile. Toure conferma che le Nazioni Unite intendono restare fuori dal conflitto e mantenere una posizione neutrale verso i due schieramenti (fonte: Al Jazeera). Tuttavia, un corrispondente di Al Jazeera riferisce che questa mattina Sarkozy avrebbe avuto un colloquio telefonico proprio con Ouattara. Se queste affermazioni venissero confermate, si potrebbe ipotizzare un appoggio della comunità internazionale a Ouattara che va ben oltre il mero riconoscimento. Francois Beroin, portavoce del governo francese, ha replicato con fermezza che la Francia non sta conducendo un’operazione di guerra in Costa d’Avorio (fonte: Reuters). Eppure, l'invio di 1.600 soldati nel territorio dell’ex colonia suggerirebbe proprio l’apertura di un ennesimo fronte militare per la Francia, il secondo nell’arco di poche settimane. Nel frattempo, il numero delle vittime fra i civili aumenta di giorno in giorno. Ieri le Nazioni Unite hanno scoperto una tomba comune a Duekoue, piccola cittadina nell’Ovest del paese conquistata la scorsa settimana dalle truppe di Ouattara. La Croce Rossa Internazionale afferma di aver trovate nella fossa circa 800 cadaveri (fonte: Reuters). Valerie Amos, a capo della missione umanitaria ONU, è ancora incerta sull’identità dei responsabili. Varie fonti locali attribuiscono il massacro indifferentemente alle truppe di Ouattara, ai disertori dell’esercito di Gbagbo o ad un conflitto fra nativi e non nativi (fonte: Al Jazeera).
Federico Fragasso
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
