Sud Sudan, ricostruzione difficile ma la speranza non svanisce
L’inviato del ministro degli Esteri Franco Frattini, Margherita Bonivier, in missione nel Sud e Nord Sudan racconta le sue impressioni. Il paese deve ripartire da zero, non c’è luce elettrica né acqua potabile, le strade sono impraticabili e le capanne di fango contornano il paesaggio. A Juba, capitale del Sud Sudan, il 90% dei dieci milioni di abitanti del Paese vive sotto la soglia di povertà e dipende dagli aiuti internazionali per i due terzi dei suoi bisogni, nonostante produca l'80% del petrolio che esporta il Nord. Ma la popolazione non demorde, infatti si è dimostrata fiduciosa presentandosi al referendum di metà gennaio che ha sancito l'indipendenza del Sud da Khartoum con il 98,83% dei sì, e ora attende il prossimo appuntamento per il 9 luglio, quando nascerà formalmente lo stato sovrano del Sud Sudan.
Intanto il Presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, esorta l’Italia a non abbandonare i programmi di sostegno, che nel periodo 2006-2008 sono ammontati a 60 milioni di euro.
Una strada lunga e tortuosa da percorrere dunque, considerando anche la questione del petrolio, oggetto di contesa fra esercito Sud sudanese (Spla) e ribelli del dissidente George Athor, soprattutto nella regione di Jongley dove gli scontri di pochi giorni fa hanno provocato 200 morti.
Fonte: Ansa
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