In un viaggio a Madrid ho visto le sue opere dal vivo al Museo Thyssen - Bornemisza. Sono rimasta affascinata da queste tre opere (Telephone Booths, Nedick's e People's Flowers) così grandi e così simili al reale da confondere la vista ed essere scambiate per fotografie.
Telephone Booths
1967 - acrilico su mansonite - 122x175,3 cm

Nedick's
1970 - olio su tela - 121,9 x 167,6 cm

Flower's People
1971 - olio su tela - 153 x 101,2 cm

Richard Estes è stato uno dei fondatori dell'iperrealismo, chiamato anche fotorealismo. Questa tendenza nella pittura, che è emersa negli Stati Uniti alla fine degli anni 1960, è caratterizzata da un interesse nel catturare la realtà raggiungendo una nitidezza nella messa a fuoco in assoluto più precisa di quella dell'occhio umano.
Estes ha studiato al Art Institute di Chicago 1952-1956 e, dopo aver completato la sua formazione, ha iniziato a lavorare per diverse agenzie pubblicitarie e case editrici. Nel 1959 si trasferisce a New York, dove lavora come illustratore e designer e fa conoscenza con il mondo della fotografia. Quando risparmia abbastanza denaro, smette di lavorare e parte per un viaggio in Spagna nel 1962. Nel 1967 espone alcune delle opere eseguite durante i suoi viaggi e fa la sua prima personale nel 1968. In appena tre anni il suo lavoro diventata noto negli Stati Uniti e in Europa.
Manhattan è diventato il tema preferito di Estes. Cerca di catturare le ore del giorno quando la luce è più luminosa, ed è particolarmente attratto dalle superfici metalliche, vetro e specchi, godendosi le immagini deformate delle loro riflessioni.
L'artista attualmente vive e lavora a New York.
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