Da martedì 9 a domenica 14 marzo 2010
Teatro Metastasio Stabile della Toscana / Compagnia Sandro Lombardi
PASSAGGIO IN INDIA
di Santha Rama Rau
dal romanzo di Edward Morgan Forster
traduzione di Sandro Lombardi
drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
regia Federico Tiezzi
scene Francesco Calcagnini
costumi Giovanna Buzzi, luci Roberto Innocenti
con (in ordine di apparizione)
Sandro Lombardi,Graziano Piazza, Giulia Lazzarini
Debora Zuin, Massimo Verdastro,Giovanni Franzoni,
Sandro Mabellini, Silvio Castiglioni, Francesco Tasselli,
Ciro Masella, Fabricio Christian Amansi,
Andrea Carabelli, Aleksandar Karlic

Passaggio in India, nell’edizione di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, con Giulia Lazzarini, alla Pergola fino al 14 marzo.
Dopo il debutto la scorsa stagione a Prato, ecco anche alla Pergola la versione teatrale diPassaggio in India, celebre romanzo di Foster, sugli schermi nell’84 per la regia di David Lean,premiato con due Oscar e il Golden Globe come miglior film straniero. In Italia, fino ad oggi, Passaggio in India non aveva raggiunto il palcoscenico, ed è qui che, scegliendo l'adattamento teatrale di Santha Rama Rau, Federico Tiezzi l’ha condotto. E’ un cammino costruito nel tempo, dedicato a uno dei suoi autori prediletti e a questo romanzo, di cui aveva realizzato una serie di letture radiofoniche alcuni anni addietro. “Forster – racconta Tiezzi - mi ha affascinato per la sua capacità di mettere sotto una lente di ingrandimento forze in conflitto, umano e storico al tempo stesso. All’interno di Passaggio in India si fronteggiano due visioni della vita e del mondo, quella britannica e quella indiana, senza che l’autore se ne assuma una delle due, ma mostrando quelle che Franco Cordelli chiamerebbe «le forze in campo» o Wim Wenders «lo stato delle cose»”. La compagnia di Sandro Lombardi si arricchisce per questo spettacolo di un’attrice che è già storia del teatro, Giulia Lazzarini, intensa interprete di Mrs.Moore.
Il romanzo di Forster segue le vicende di due donne inglesi, negli anni venti, che visitano l’India nella speranza di capirne gli usi e le complesse tradizioni: la loro amicizia con un giovane medico musulmano sarà la chiave dell’India… Sullo sfondo della modesta città di Chandrapore e della vita dei funzionari inglesi in India, Forster “mette in scena” le due opposte e complementari tensioni del medico Aziz e della ragazza inglese Adela Quested verso i rispettivi ambienti. Animati entrambi dalle migliori intenzioni, ma sfavoriti dai pregiudizi dei loro mondi, i due non riusciranno mai a incontrarsi veramente.
Il conflitto tra due società costrette a convivere nel clima alienato del colonialismo è colto da Forster con ironia e finezza di sentimenti profonda. La parabola è più che mai attuale oggi, in un tempo in cui, sempre più, tutti ci troviamo a convivere e a doverci confrontare con tradizioni e culture diverse dalla nostra.
Il centro drammatico dell'opera consiste in una gita alle grotte Marabar. Una volta dentro, al buio, in un calore soffocante, sola con Aziz, Adela si convince di aver subìto un'aggressione sessuale. Aziz viene accusato, imprigionato e infine processato. Durante il processo, Adela si rende conto che è stato tutto una sorta di allucinazione. Ritira l'accusa, nella disapprovazione generale degli inglesi, che la abbandonano a se stessa.
Il fatto contingente non è solo un'invenzione narrativa di grande efficacia, è anche simbolo di una vicenda interiore, a sua volta metafora di due visioni della vita. Da una parte la convenzione e dall’altra la libertà, da una parte l’intelletto dall’altra il cuore (ragione e sentimento?). L’urto di due mondi morali, messi a fuoco anche geograficamente e sociologicamente, oltre che psicologicamente, si conclude non con una ritrovata armonia ma col fallimento degli incontri: resta da parte di tutti un impetuoso sforzo per conoscere l’altrui sconosciuta identità: spirituale, morale, fisica, sociale.
Comunicato stampa Teatro la Pergola
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