TOSCA
in
ROMANA
di Roberto Agostini
direzione musicale Ruggiero Mascellino
pianoforte, chitarra, fisarmonica Ruggiero Mascellino
sax soprano, clarinetto Giovanni Mattaliano
contrabbasso Massimo Patti
scene Alessandro Chiti
regia Massimo Venturiello
omaggio a Gabriella Ferri

Dall’Ufficio Stampa del Teatro della Pergola:
Tosca ritorna per il secondo appuntamento col palcoscenico della Pergola, a concludere la stagione di prosa, con lo spettacolo Romana e il suo grande amore: il teatro-canzone, frequentato in passato da grandi artisti, di cui oggi è senz’altro erede tra le più interessanti. Un omaggio a Gabriella Ferri nato nel 2005, a distanza di due anni dalla scomparsa dell’artista, come racconta e ricorda Tosca:
“Ero una sua grande fan e lei lo sapeva perché continuavo a ripeterlo in tutte le mie interviste; il suo esempio è un po’ il motivo per cui io faccio questo mestiere: ho avuto un papà molto curioso che da piccola mi portava sempre a teatro e al cinema e una sera siamo andati ad uno spettacolo della Ferri: rimasi folgorata da questa donna che vidi in un piccolo teatrino di Roma, ho avuto l’illuminazione che mi piaceva questo mestiere, e in particolare il teatro canzone. Una sera Gabriella è venuta a trovarmi durante uno spettacolo e dopo aver cantato insieme mi chiese di fare qualcosa per la cultura romana che stava scomparendo. Era curiosa di vedere cosa sarebbe successo oggi, con il passare del tempo. Esattamente due anni dopo la sua morte ho deciso di regalarle questo spettacolo che non è di lei ma dedicato a lei: è stato come fare un regalo ad una amica: non viene raccontata la sua vita ma ci si sofferma su uno stato emozionale che è legato a Roma, con certi tramonti e certe luci, le suggestioni e alcuni suoni che si possono vivere in questa città, tutto quanto oserei dire a metà tra Pasolini e Fellini”.
“Ero una sua grande fan e lei lo sapeva perché continuavo a ripeterlo in tutte le mie interviste; il suo esempio è un po’ il motivo per cui io faccio questo mestiere: ho avuto un papà molto curioso che da piccola mi portava sempre a teatro e al cinema e una sera siamo andati ad uno spettacolo della Ferri: rimasi folgorata da questa donna che vidi in un piccolo teatrino di Roma, ho avuto l’illuminazione che mi piaceva questo mestiere, e in particolare il teatro canzone. Una sera Gabriella è venuta a trovarmi durante uno spettacolo e dopo aver cantato insieme mi chiese di fare qualcosa per la cultura romana che stava scomparendo. Era curiosa di vedere cosa sarebbe successo oggi, con il passare del tempo. Esattamente due anni dopo la sua morte ho deciso di regalarle questo spettacolo che non è di lei ma dedicato a lei: è stato come fare un regalo ad una amica: non viene raccontata la sua vita ma ci si sofferma su uno stato emozionale che è legato a Roma, con certi tramonti e certe luci, le suggestioni e alcuni suoni che si possono vivere in questa città, tutto quanto oserei dire a metà tra Pasolini e Fellini”.
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