Nuova cura per l'alzheimer

Martedì 11 Novembre 2008 17:03 Rezarta Selam Eminaj
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Minuscole "navicelle armate" in viaggio nel cervello, per andare dritte al "cuore" dell'Alzheimer individuando e distruggendo le lesioni in tempi utili. Contro la grave malattia neurodegenerativa, che solo nella Penisola colpisce oltre 500 mila persone con più di 70 mila nuovi casi all'anno, è partito sotto l'egida dell'Italia il progetto europeo Nad (Nanoparticles for therapy and diagnosis of Alzheimer disease). Sostenuta dal Settimo Programma Quadro dell'Ue con un finanziamento pari a 14,6 milioni di euro in 5 anni, la ricerca coinvolge 19 partner in tutto il Vecchio Continente ed è guidata dall'università degli Studi di Milano-Bicocca. All'ateneo capofila - che ha presentato l'iniziativa nella propria sede - vanno 3,8 milioni per le varie attivita' di organizzazione e di coordinamento.La missione e' realizzare nanoparticelle (delle dimensioni di un miliardesimo di metro) in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, "armatura" protettiva dei tessuti cerebrali. Alle 'nano-navicelle' verranno legate speciali molecole, capaci di riconoscere (diagnosi) e di neutralizzare (terapia) le placche amiloidi che si depositano nel cervello colpito dall'Alzheimer. Si tratta dunque di un programma di "teranostica" (diagnostica abbinata a terapia), riferisce una nota della Bicocca. L'efficacia delle nanoparticelle sarà verificata su modelli animali della patologia (ratti transgenici), e se i dati preclinici saranno positivi si potrà passare alla sperimentazione sull'uomo.
 Rezarta Selam Eminaj  - DEApress

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