La rivista “Inorganic Chemistry” ha dedicato la sua copertina al recente lavoro svolto nel settore della chimica dell'oro da parte della comunità scientifica internazionale. Questa ricerca è stata condotta dal Prof. Alfredo Burini - docente presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Camerino- che ha affermato all’interno di un articolo: ”L’oro, da sempre sinonimo di bellezza, ricchezza e potere è considerato, per la sua bassa reattività, l’elemento nobile per eccellenza, così nobile che, per portarlo in soluzione, si deve utilizzare la cosiddetta “acqua regia”, una miscela di acidi forti. Il suo colore giallo è unico fra tutti gli elementi, così come uniche sono le proprietà che alcuni suoi composti presentano e trovano una spiegazione e trovano una spiegazione solo attraverso la teoria della realatività di Einsten”.
Dal 1998 il Prof. Alfredo Burini sta conducendo una ricerca di base sulla chimica dei derivati di oro ed ha scoperto che mostrano un forte carattere basico e sono in grado di donare densità elettronica, attraverso gli atomi di oro, a ioni metallici di argento o tallio. Si tratta di uno studio degno di notevole attenzione per le applicazioni che potrebbe avere nel settore delle tecnologie avanzate, come quello tipo la costruzione di laser o sensori capaci di segnalare la presenza di eventuali sostanze nell’aria, come diverse tipologie di gas, attraverso l’aumento o la diminuzione della propria luminescenza.
Ancora, dunque, un importante traguardo raggiunto dalla ricerca scientifica di qualità, in grado di fornire un contributo sempre più innovativo al settore delle nuove tecnologie.
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