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Bookchin e l'ecologia della libert

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Murray Bookchin, 1921-2006, intellettuale anarchico americano, è stato tra i più originali pensatori della nostra epoca. Aderì al movimento comunista americano dal quale fu presto espulso con l’accusa di trotzkismo-anarchico. Abbandona ben presto anche la dottrina trotzkista per avvicinarsi alle correnti del socialismo libertario e dell’ecologismo radicale. Durante gli anni ’60 si avvicina ai movimenti della controcultura e della New Left americana introducendovi l’idea di ecologia sociale e verso la fine di quegli anni è chiamato ad insegnare presso la City University of New York in Staten Island. Nel 1974 fonda insieme all’antropologo Daniel Chodorkoff, l'Istituto per l'ecologia sociale di Plainfield.
La riflessione di Bookchin parte dalla constatazione dell’imminenza di una catastrofe ambientale. Lo stile di vita della popolazione americana, osserva Bookchin, è radicalmente cambiata negli ultimi cento anni. La vita media è aumentata, l’alimentazione è più varia, il benessere è diffuso. Tutto questo è stato possibile grazie al completo controllo che l’uomo ha realizzato sulla natura. Queste trasformazioni a prima vista benefiche,hanno creato d’altro canto altrettanti problemi come lo stress causato dalla frenesia della vita moderna, l’inquinamento, l’utilizzo di pesticidi che hanno aumentato considerevolmente incidenza di malattie legate all’alimentazione. Bookchin postula una corrispondenza diretta tra i mutamenti ambientali e il peggioramento della salute umana. Nell’ultimo secolo l’uomo ha deturpato l’ambiente in cui vive più che in qualsiasi altra epoca. perciò si impone un cambiamento dello stile di vita, dei modelli di produzione e distribuzione delle ricchezze. Insomma il problema ecologico è per Bookchin un problema sociale. Affrontare il problema ecologico significa trasformare definitivamente il modello di organizzazione e produzione capitalistico. “Il capitalismo è antiecologico per definizione. La sua esistenza è regolata dalle leggi dicompetitività e di accumulazione del capitale[...]. In una società di questo tipo la natura è per forza di cose trattata come materia prima da saccheggiare e da sfruttare. La distruzione del mondo naturale, lungi dall’essere semplicemente il risultato di errori grossolani, discende inesorabilmente dalla logica della produzione capitalistica.”(dall’introduzione in Post-Scarcity Anarchism, p.12).
Lo sfruttamento sistematico della natura, il dominio dell’uomo su di essa, deriva direttamente dal dominio e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Tale situazione non costituisce per l’uomo un destino ineluttabile, né il dominio dell’uomo sulla natura è sempre esistito. Occorre dunque individuare il momento a partire dal quale questa logica di sfruttamento cominciò ad emergere. Presso quelle società che Bookchin definisce “società organiche” questa logica è, infatti, assente. Con il termine“società organica” Bookchin intende “una società formatasi spontaneamente, non coercitiva ed egualitaria – una società ‘naturale’nel senso specifico che emerge dall’innato bisogno umano d’associazione, d’interdipendenza e di mutuo appoggio.”(da L’ecologia della libertà, p.27, nota 6). Le società precapitaliste identificavano “l’optimum sociale con la cooperazione piuttosto che con l’accumulazione, con l’interesse pubblico piuttosto che con il vantaggio privato; con l’offerta di doni piuttosto che con la vendita di merci; con l’aiuto reciproco piuttosto che con il profitto e la rivalità.” (da Per una società ecologica, pp. 45-46). La nascita delle società gerarchiche a partire dalle primitive società organiche è un processo avvenuto lentamente e gradualmente, causato dall’insorgere di problemi legati alla scarsità dei mezzi materiali. La divisione in ruoli, che sconvolge l’originaria eguaglianza, si manifesta con “l’adozione di un sistema elitario basato sempre più sui rapporti di comando e obbedienza”(S.Varengo. La rivoluzione ecologica Il pensiero libertario di Murray Bookchin. Zero in Condotta.2007. p.71). Il concetto di gerarchia, che “non si esaurisce nella formazione di società classiste e politiche, ma invade, col tempo, anche settori meno tangibili della vita”( S.Varengo. La rivoluzione ecologica Il pensiero libertario di Murray Bookchin. Zero in Condotta.2007. p.71), non è necessariamente legato ai concetti di ‘classe’ o ‘stato’. “la gerarchia e il dominio potrebbero facilmente continuare ad esistere in una società senza classi o senza stato(L’ecologia della libertà. P.25).
Lo sviluppo dei mezzi materiali avvenuta nel corso del XIX secolo ha trasformato la nostra società in una ‘società dell’abbondanza’ “in grado di fornire per la prima volta della storia le basi materiali per la liberazione” (Introduzione in Post-Scarcity Anarchism p.8). Questa condizione di abbondanza sarebbe in grado di liberare l’uomo dalla costrizione di un lavoro umiliante finalizzato unicamente alla soddisfazione di bisogni materiali primari. La tecnologia assume, secondo Bookchin, un valore positivo soltanto nella misura in cui pone le basi per una ridistribuzione possibile su base egualitaria. Bookchin si differenzia, infatti da quegli “ecologisti sui generis [che] denunciano la tecnologia come un male irrecuperabile o la esaltano come una virtù indiscutibile.”(L’ecologia della libertà. P.13).
Bookchin immagina di poter compiere un ulteriore balzo verso un nuovo modello di società decentralizzata (realizzando ‘municipalità’ di dimensioni contenute), che presupponga una partecipazione diretta alla vita politica (“una sfera pubblica ‘di base’ estremamente partecipativa, a livello di città, di paese, di villaggio, di quartiere.” Dalla prefazione all’edizione italiana di L’ecologia della libertà. Edizioni Antistato, 1984. Milano p.14), confederata (il confederalismo è “una rete di consigli amministrativi i cui membri, o delegati, sono eletti direttamente da assemblee popolari democratiche, nei paesi, nelle città e nei quartieri delle metropoli. I membri di questi consigli confederali hanno un mandato revocabile e sono responsabili nei confronti delle assemblee che li hanno eletti al solo scopo di coordinare e amministrare le linee politiche formulate dalle assemblee stesse. Essi hanno perciò una funzione puramente pratica e amministrativa, non politica come quella dei deputati nel sistema di democrazia rappresentativa.” Da La proposta federativa. P.134), secondo lo schema del ‘municipalismo libertario’.
La società ecologica che Bookchin ha in mente presuppone “oltre ad una trasformazione sociale radicale, anche trasformazioni culturali e personali che portino allo sviluppo di sensibilità non gerarchiche, di modi di pensiero utopici, di una nuova etica, di una razionalità libertaria, di una forma quindi di umanesimo ecologico che rivendichi così un’uguaglianza sostanziale in grado di compensare le differenze individuali basandosi quindi sulla ricerca dell’uguaglianza tra disuguali(S. Varengo. La rivoluzione ecologica.cit. p.150).

Matteo Staglianò - DEApress 

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