Via libera alla proposta di legge che detta le nuove norme per la gestione del ciclo dei rifiuti in Toscana e stabilisce la riduzione degli Ato dagli attuali 10 in 3 grandi accorpamenti coincidenti con le altrettante aree vaste della regione: Toscana Centro (costituito dai Comuni compresi nelle province di Firenze, Prato e Pistoia), Toscana Costa (Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno), Toscana Sud (Arezzo, Siena, Grosseto). Dopo quasi dieci anni di applicazione della legge regionale sui rifiuti (n. 25 del 1998) che definiva gli Ato in base al numero di province, la commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale presieduta da Erasmo D'Angelis, ha licenziato il testo - con il voto contrario della Cdl - inserito nell'ordine del giorno dei lavori d'Aula di oggi, martedì 13 novembre. "Siamo ad un passaggio importante e per molti motivi obbligato", ha detto il presidente della commissione D'Angelis. "Riorganizziamo il ciclo integrato dei rifiuti senza prevedere un centesimo di aumento delle tariffe per i cittadini toscani anzi privilegiando gli Ato più virtuosi, per rispondere ad una esigenza ormai inderogabile: evitare la connotazione di emergenza che potrebbe assumere la questione rifiuti in Toscana. Siamo sul più classico dei crinali e abbiamo l'obbligo di agire su più fronti contemporaneamente: riduzione degli Ato a 3, forte aumento delle raccolte differenziate, apertura del mercato del riuso, realizzazione dell'impiantistica sicura e necessaria". "Tutte le proiezioni allo stato attuale - spiega ancora il presidente della commissione - ci dicono che, se non interveniamo, la nostra produzione di rifiuti urbani aumenterà nel 2009 di un altro 4 per cento (siamo già a oltre 2.5 tonnellate l'anno, 2 kg a testa al giorno), l'anno in cui dovranno chiudere le 21 discariche regionali per saturazione e per rispondere a obblighi di legge. La Toscana dovrà avere altre soluzioni a portata di mano come impianti di termovalorizzazione, nuovi impianti di dissociazione molecolare o trattamento a freddo e aumentare le raccolte differenziate ferme al 34% con un impegno straordinario per il riuso e il riciclo. Il processo legislativo di aggregazione degli ATO porta poi a maturazione un percorso di semplificazione chiesto da più parti che risponde alla domanda di efficacia delle azioni che non reggono più la scala provinciale ma vanno ormai realizzate su aree più vaste per superare le notevoli criticità presenti".
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