Ue, da Bruxelles parte la battaglia contro i sacchetti di plastica
L’iniziativa d’inserire, nell’agenda dei lavori del Consiglio dei ministri dell’Ambiente europei, il bando degli shopper in tutti i paesi dell’Unione Europea, parte dall’Austria. I rappresentanti austriaci hanno infatti proposto alla Commissione di adottare eventuali misure per trovare possibili alternative ai sacchetti di plastica.
Il primo paese europeo ad aver dato il buono esempio è stato proprio l’Italia, che ha attuato la norma a partire dal primo gennaio, benché questa scelta fosse stata contestata dai produttori, che, attraverso la EuPC (European Plastics Converters),la federazione europea delle aziende trasformatrici di materie plastiche, appoggiata e spronata dalla italiana Unionplast,avevano proposto un ricorso per la violazione della direttiva europea sugli imballaggi. Ma il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo ha assicurato che non ci sarà nessuna sospensione della legge poiché la norma è stata ora notificata e i problemi di anomalie delle procedure sono stati superati.
La proposta austriaca è stata accolta favorevolmente dal commissario Ue all'ambiente, Janez Potocnick, per il quale «gli effetti dell'uso massiccio delle buste di plastica sull'ambiente, soprattutto sui mari, sono sotto gli occhi di tutti», per cui sarà presto studiata una misura analoga a quella italiana per tutti i 27 paesi membri.
La questione infatti richiede un’estrema celerità visto che una recente indagine di Legambiente rivela che nel Mediterraneo si calcola che galleggino ben 500 tonnellate di rifiuti plastici, i quali vengono ingeriti da animali marini che rimangono ogni anno uccisi per soffocamento o intrappolamento.
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