L’università ai nostri giorni
Quando sei piccolo vuoi fare l’architetto, la maestra, lo scultore, hai dei sogni che speri di realizzare un giorno. Quello che non sai è che il sistema dell università non funziona o funziona parzialmente.
Ti iscrivi a 19-20 anni ed esci a 25 stanco e vecchio. E sei anche fortunato se ce la fai a 25. Per le facoltà di architettura e di medicina ci sono gli esami di ammissione. Per le altre facoltà l' ingresso è libero (esiste il test di autovalutazione che se non lo superi non puoi dare l’esame). Negli anni hanno cambiato le cose: il sistema non è più quinquennale ma triennale, tutti gli esami filtrati in trenta per 10 all’anno. Naturalmente nessuno ce la fa o esiste una categoria di pochi che sono talmente bravi e finiscono. Paghi le tasse annuali che dipendono dal tuo nucleo familiare e se non paghi prendi la multa.
Quando arrivi alla fine scopri che gli esami che hai superato non sono ancora registrati, e diventa ancora peggio quanto ti dicono di avere pazienza. Ma la cosa che mi sorprende di più è che quando prendi la multa o quando non hai pagato le tasse, la prima cosa che esce nei tuoi dati personali è il bigliettino della multa. E devi pagare.
Sinceramente non lo so se si può cambiare la situazione ma una cosa è sicura. Quando finisci dici grazie a Dio e non vuoi fare più quelle strade che hai fatto per cinque anni.
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