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Raffaella Carrà artista del popolo

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Oggi fa clamore sui media che i comunisti cileni e che Jeannette Jara, anch’essa comunista, candidata della sinistra unita alle elezioni presidenziali di novembre, abbiano adottato Raffaella Carrà come icona elettorale. La grande artista ha sempre avuto una popolarità enorme nei paesi di lingua spagnola e in America Latina e lo slogan della campagna elettorale cilena, “siempre voto comunista”, è una frase della stessa Carrà. Che fece questa netta affermazione in una intervista del 1977 ad una rivista spagnola, intervista mai smentita e neppure corretta.

Raffaella Carrà non ha mai fatto nessuna campagna elettorale, ma non ha mai nascosto non solo le sue idee politiche, ma soprattutto il suo stare, come si direbbe oggi, dalla parte del popolo.

Quando scomparve nel 2021 scrissi un ricordo personale che avevo di lei, del 1986. Proprio per quel mio ricordo, che qui ripubblichiamo, posso dire che la campagna dei comunisti cileni al ritmo delle canzoni di Raffaella Carrà non ha proprio niente di abusivo…

***** 

Ho un ricordo personale e politico di Raffaella Carrà che ora voglio condividere, perché mi pare illuminante, oltre che dell’artista grande e libera, della sua bella persona.

Nel 1986 ero segretario della FIOM di Brescia ed eravamo da anni impegnati nella lotta contro lo sfruttamento e l’autoritarismo nelle aziende siderurgiche di Luigi Lucchini. Questi era un padrone delle ferriere nel senso più profondo e antico del termine, ma si presentava anche come leader di una nuova spregiudicata generazione di imprenditori, che giocavano su tutti i tavoli della politica, compresi quelli del partito socialista e del partito comunista.

Così noi che sostenevamo lotte durissime per diritti elementari dei lavoratori, dovevano affrontare un sistema politico e mediatico dove Lucchini si presentava come uomo nuovo e persino di sinistra. Con questa fama di modernità Lucchini diventò presidente della Confindustria e in questa veste si presentò il 12 ottobre 1986, come ospite d’onore di Raffaella Carrà, nella seguitissima trasmissione televisiva Domenica In.

Noi che avevamo centinaia di ore di sciopero all’acciaieria Bisider, azienda acquisita da Lucchini dall’IRI a condizioni di favore, ci indignammo vedendo il padrone contro cui lottavamo presentarsi come aperto, moderno, progressista. Quindi decidemmo di prendere posizione pubblica, affermando che Lucchini raccontava favole, che la realtà era ben diversa e chiedendo che Domenica In ospitasse i lavoratori della Bisider; affinché si potesse sapere come si stava davvero nelle fabbriche del Presidente della Confindustria.

In realtà pensavamo solo di fare una denuncia, la televisione di stato di allora non era poi molto diversa da quella di oggi, quando si tratta di potenti nell’economia e nella finanza, e noi non credevano certo che ci avrebbero ascoltato. Invece ci sbagliavamo. Subito dopo l’uscita del nostro comunicato squillò il telefono della Fiom di Brescia, era la segreteria di Raffaella Carrà. Che ci faceva sapere che accoglieva nostra proposta e avrebbe ospitato in trasmissione la domenica successiva un operaio della Bisider, con lo stesso spazio offerto a Lucchini.

E così domenica 19 ottobre Mario Varianti, operaio siderurgico di Brescia, esattamente come il suo padrone fu accolto nel salotto televisivo di Raffaella Carrà. Che gli lasciò raccontare tutte le ingiustizie, le sofferenze, le terribili condizioni di lavoro della sua fabbrica. A un certo punto Varianti si commosse e toccò alla conduttrice sostenerlo.

Ecco quell’intervista non cambiò il corso della storia, oggi la Bisider non esiste più, ma diede grande forza alle ragioni degli operai e per un po’ di tempo mise in difficoltà uno dei padroni più potenti d’Italia.

Raffaella Carrà a modo suo aiutò la lotta di classe e ho sempre pensato che la sua non fosse una scelta di marketing, non ne aveva certo bisogno, ma un impegno che veniva dal suo sentire profondo.

Mario Varianti è morto nel 2019 e ora è scomparsa anche Raffaella Carrà, che non credo che si sentirebbe sminuita per essere accostata all’operaio di cui riconobbe forza e dignità tanti anni fa.

Grazie Raffaella, grandissima artista, artista del popolo.

fonte : https://contropiano.org/news/politica-news/2025/08/06/raffaella-carra-artista-del-popolo-2-0185498

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