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Clémence Guetté, dal Parlamento francese al collettivo ex-GKN

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Altro momento fondamentale, nel percorso di costruzione di un racconto sui diritti di tutte e tutti e sulla capacità di riflessione politica in una città appiattita su sé stessa, quello che ha visto ieri pomeriggio, sabato 10 maggio, nello spazio di Casa Caciolle, la presenza in città di Clémence Guetté, grazie al grandissimo lavoro di tessitura internazionale che la rete del Collettivo ex-GKN tiene in piedi ormai da quattro, lunghissimi, apparentemente infiniti e infinibili anni.

La vicepresidente dell’Assemblée Nationale francese, parlamentare della France Insoumise, ha tracciato nella sua relazione il percorso necessario per opporsi all’avanzata (resistibilissima, dicono oltralpe) delle destre fasciste globali.

la boetie

Infatti, il primo libro pubblicato dall’istituto di ricerca sociale La Boétie, di cui la parlamentare è co-presidente insieme a Jean-Luc Mélenchon, vuol rendere conto proprio di questa ascesa per nulla invincibile e tenta di farlo fornendo gli adeguati strumenti di analisi per comprendere e smontare il processo di fascistizzazione all’opera nella società francese, dove il Rassemblement National è da anni una minaccia seria, per quanto finora sempre respinta alle urne.

Ovviamente, ragionando attorno a parole d’ordine che talvolta sembrano persino banali nella loro naturalezza, Guetté ha allargato il discorso al resto dell’Europa dove, cominciando dal nostro governo passando per la Germania e finendo con Orbán, il processo sembra essere il medesimo, quindi analizzabile e smontabile con gli stessi strumenti.

La necessità politica di individuare chiaramente nella classe operaia il proprio riferimento, di lottare per i diritti del lavoro e per quelli sociali, a favore dei temi ecologici, perseguendo la giustizia sociale è per la parlamentare francese il livello proprio basilare da cui partire. Una ricetta niente affatto inedita – tante volte è venuto fuori il nome di Gramsci – ma che suona rivoluzionaria in un’epoca di promesse elettorali tradite, di partiti di sinistra che inseguono le destre di qualsiasi risma (ma gli elettori preferiscono sempre gli originali alle copie, ha sarcasticamente ricordato Guetté per stigmatizzare la perdita di fiducia che quei partiti scontano rispetto al loro elettorato storico…) su terreni che niente hanno a che vedere con le istanze dei lavoratori e delle classi ancora subalterne, dopo anni di scorribande neoliberiste.

panoramica copy copy

Non per nulla il pomeriggio è partito col ricordare la fragilità di diritti conquistati a prezzo di dure lotte e che sono oggi ricatto in leggi infami (leggi Jobs Act) ma anche direttamente da parte del padronato: “ti do lavoro ma in cambio rinunci ai tuoi diritti”. È questo il pesante fardello di anni di arretramento delle lotte.

Ovviamente non poteva mancare il punto sulla campagna di azionariato popolare lanciata dal Collettivo, campagna che proseguirà per tutto il mese di maggio tentando la scalata ai due milioni di euro di raccolta. La riflessione si è immediatamente allargata alla solidarietà dei tanti che sono stati vicini alla lotta ex-GKN e ai risultati, non ultima la legge regionale, che non sarebbero stati possibili altrimenti.

Guetté ritratto copy

Tornando a Guetté e alla sua voglia di sentire anche gli interventi del pubblico per confrontarsi con la realtà italiana (prima di Firenze era stata a Milano per un incontro presso la Fondazione Feltrinelli), non pochi come abbiamo detto sono stati i richiami gramsciani, la parlamentare francese non si è tirata indietro nemmeno nel denunciare come i mass media mainstream abbiano, un po’ dappertutto in Europa, contribuito in maniera inaudita a normalizzare le più deliranti forme retoriche (razzismo in primis) delle destre fascistizzanti continentali per additare invece come nemico pubblico (sic!) le sinistre. Un’operazione, secondo Guetté, che ha aiutato fin troppo quell’ascesa che si diceva appunto resistibilissima. Basterebbe cambiare paradigma e approccio: per questo, lo ha ribadito più volte, La France Insoumise si è messa in moto lavorando duramente sul territorio, raggiungendo gli elettori anche porta a porta ove necessario, con una presenza costante accanto ai cittadini non soltanto nei momenti delle campagne elettorali e recuperando una marea di voti dall’astensione (li hanno calcolati statisticamente in circa un milione) nelle ultime Europee francesi rispetto alle precedenti del 2019.

Ha concluso l’incontro un breve intervento di Dario Salvetti che, con la lucidità che contraddistingue la lotta ex-GKN, ha rimarcato l’importanza di non bruciare tutte le parole d’ordine (si è tolto, come ha precisato, qualche sassolino dalla scarpa) che invece alcuni movimenti e/o partiti apparentemente di sinistra sono riusciti a fare. Perdere ogni fiducia, è questo il rischio, si traduce nella sconfitta. E in tempi tanto duri, questa sembrava la sintesi finale, non ce la possiamo permettere.

 

crediti fotografici: Antonio Desideri; la copertina del libro si trova liberamente in rete

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 11 Maggio 2025 19:59 )  

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