DEApress

Sunday
May 17th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

I jihadisti ex Al Qaeda e i mercenari di Erdogan non sono Robin Hood

E-mail Stampa PDF

Il primo tra tutti i principi della scienza è nominare le cose. Perché dar loro un giusto nome vuol dire farle esistere e creare l’ordine. Ed è talmente vero che “ricevere un nome” è una delle grandi ricompense che Dio offre a coloro che “rispettano il diritto e fanno ciò che è retto”: “Io darò loro, nella mia casa e dentro le mie mura, un posto e un nome, che varranno più di figli e di figlie; darò loro un nome eterno, che non perirà più” (Isaia, 56,5).

Un posto e un nome: yad vaShem, che non a caso è la denominazione del Memoriale della Shoah sul Monte della Memoria, a Gerusalemme.

E quindi c’è qualcosa di profondamente ingannevole e blasfemo, anche se parliamo di politica, nell’uso distorto di certe parole. Per esempio: com’è possibile definire “ribelli” i jihadisti di Heyet Tahrir al-Shams, eredi diretti di Al Qaeda, finanziati dalla petromonarchie del Golfo Persico, cioè da rigide autocrazie islamiche?

O i miliziani addestrati e finanziati dalla Turchia, oggi raccolti sotto la sigla di Fronte di liberazione nazionale dopo essere stati, ai rimordi della guerra civile siriana, l’Esercito libero siriano?

Ribelli a chi? A cosa? Nemici di Bashar al-Assad di sicuro. Ma agli ordini di sceicchi ed emiri e del Rais turco Recep Tayyep Erdogan. Da un autocrate all’altro, insomma. In più, nella maggior parte non sono siriani: turchi, ceceni, tunisini, sauditi, tutto tranne che siriani. Lo stesso Al Julani, il capo di Heyet Tahrir al-Shams, è nato a Ryad, capitale dell’Arabia Sudita.

Quindi basta chiamarli “ribelli”, che sa di Robin Hood o di partigiani. Questo è un branco di fanatici e mercenari, null’altro. E così devono essere chiamati, qualunque sia il giudizio che diamo alle diverse parti in causa.

E lo stesso discorso andrebbe fatto per i famosi “volontari” stranieri che combattono nelle file dell’esercito ucraino. Anche qui, non c’entra nulla annacquare il ragionamento col mantra dell’aggressore e dell’aggredito. Non è questioni di ragioni e di torti.

Gli uomini della Legione internazionale di difesa dell’Ucraina (questo il nome ufficiale, di solito abbreviato in Legione straniera) dovrebbero essere circa 20 mila, secondo le stime ufficiali. E tra loro non mancherà di certo una quota di volontari. Ma se uno va a vedere le biografie dei morti (i vivi non amano raccontarsi) scopre che quasi tutti i georgiani, per esempio, non sono certo alla prima esperienza: nel curriculum di combattenti hanno magari la Cecenia e l’Ossetia del Sud.

Come si campa facendo il soldato “volontario”? E se uno continua a guardare, nota che tra i caduti della Legione sono molti, certo la maggioranza, i ragazzi arrivati dall’America Latina. Certo, è consolante pensare che in Ecuador e in Colombia ci siano tante persone che hanno così a cuore le sorti dell’Ucraina da attraversare il mondo e rischiare la vita per difenderla. Ma è anche credibile?

Lo diciamo per l’ennesima volta, per i duri d’orecchi: non è questione di questo o di quello, di ragione o di torto. È questione del modo in cui raccontiamo il mondo. O, magari, del modo in cui NON lo raccontiamo. Nella speranza che prima o poi i nostri desideri diventino realtà.

 * da it.insideover.com/…/i-jihadisti-ex-al-qaeda-e-i…

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

simone fierucci . 16 Maggio 2026
La Francia ha condannato formalmente “l’attacco rivendicato dal Fronte Polisario contro la città di Smara”, affermando che “minaccia la stabilità regionale e compromette il processo negoziale avviato dopo l’adozione della risoluzione 2797 del Consigl...
Silvana Grippi . 15 Maggio 2026
 Comune di Firenze Q.2       -      Galleria DEA FESTIVAL MEDIAMIX - "L'Arte è ..." Piazza della Libertà - Parterre - Firenze   dal 27 al 29 maggio "full immersion" di quadri, video ...
Silvana Grippi . 15 Maggio 2026
    Grazia Giaume psicoterapeuta lavora con l'Arteterapia da molto tempo, organizza laboratori in cui mette corpo e anima per  creare insieme ai partecipanti usando metafore e rendo agevole messaggi motivazionali con l'uso dell’...
Silvana Grippi . 15 Maggio 2026
Il corrispondente un po`perso   Dopo circa di un mese di permanenza in Italia, ho avuto tempo di parlare con persone molto gentili su vari argumenti; classici, come il cibo, il programma di lavoro, il mezzo di trasporto… e altri. Dif...
Silvana Grippi . 14 Maggio 2026
  L'artista Salvatore Marti nasce nel salento a Curofiano (Le) e fin da giovane si presenta con opere di pittura che riflettono la sua origine pugliese ma successivamente approfondisce altri settori artistici che riflettono una progettualità ...
Silvio Terenzi . 14 Maggio 2026
Michela Volpi“Noi, generazione dei trent’anni” Si intitola “Noi, generazione dei trent’anni”, il primo libro di Michela Volpi, un percorso lucido e profondo dentro le dinamiche familiari, le emozioni irrisolte e il desiderio di libertà interiore. ...
Silvana Grippi . 14 Maggio 2026
  Daniele Falco di formazione autodidatta, in assenza di regolare percorso scolastico, negli anni novanta frequenta e si diploma al Liceo Artistico di Firenze, ove conosce e instaura amicizia con il pittore Francesco Colacicchi, da cui appren...
Silvana Grippi . 14 Maggio 2026
 Lionella Lise è agordina  (nata a Goro - Belluno)  Leonella Lise è un'artista completa: per descrivere questi quadri, servono davvero poche parole. Non si tratta affatto di opere semplici o banali, ma piuttosto queste opere d...

Galleria DEA su YouTube