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La guerra continua: il punto sul conflitto in Ucraina

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Oggi tra i "titoli di prima pagina" dell'edizione odierna dei giornali, "Il fatto quotidiano" scrive: "Draghi s'è venduto cannoni che non ha. Il 3° decreto armi si allontana per mancanza di obici e di tank". Chi scrive (qui e adesso) nella sua modestia, crede che il titolo andrebbe corretto: "Draghi ha promesso cannoni che non ha". Che le forniture di armi vengano effettivamente pagate dall'Ucraina -al nostro governo, perchè chiaramente chi le produce "vuole i quattrini" -  e che l'Ucraina sia in condizioni di pagarsele (senza "giochi delle tre carte" come il pagamento con fondi regalati dalla Ue), è una questione non certo marginale, considerando la cronica mancanza di euro del nostro stato che lesina su cose di primaria importanza come sanità e istruzione. Che le promesse di Draghi fossero "da marinaio", ahimè, su quello "nulla di nuovo sotto il sole", è tradizione di ogni governo della Repubblica.

Ma il vero problema è un altro. Se ascoltiamo qualsiasi "discussione da bar" ci accorgiamo della smania bellica che pervade la popolazione, smania non certo giustificabile solo da un'informazione che cerca di fingersi imparziale intervistando Lavrov (1) -attirandosi del resto le ire dei pasdaran di tutta Europa - dopo averci fatto sentire l'opinione di Zelensky per due mesi, e soprattutto dopo due mesi che la principale "voce" della Russia in Italia -Sputnik news- viene censurata in tutta la Ue (2).

Evidentemente il Covid ha abituato la popolazione a "vivere l'Apocalisse", cosa che, eccitando profondamente i più bassi istinti di tutt*, è ormai diventata una sorta di droga da cui nessuno può più farne a meno, in maniera analoga al meccanismo per cui il gioco d'azzardo crea dipendenza.

Su quello che succede "sul campo" è del resto possibile solo fare congetture, visto il livello di parzialità di tutte le fonti. Dato che in questo momento neppure la BBC riporta successi ucraini (3), la mia opinione è che il fronte sia sostanzialmente stabile o tutt'al più si abbia qualche limitato successo russo. Tuttavia una paventata -soprattutto dal premier britannico, per ovvie ragioni propagandistiche (4)- vittoria russa è assolutamente impensabile per chi non abbia forti interessi nella durata e nell'estensione del conflitto. E' davvero difficile credere che l'esercito russo la cui scarsa performance è stata dimostrata negli scorsi mesi possa avere ancora "qualche asso nella manica".

Queste considerazioni non sembrano però al momento sufficienti per Zelensky per trattare una pace "di compromesso". La strategia americana è quella di impantanare la Russia in un conflitto di durata che Putin non può vincere, e Zelensky -volente o nolente, ma probabilmente volente- è obbligato a assecondare i desideri di chi gli ha così generosamente dato "tutto il disponibile", tanto più perchè a guerra finita ci sarà da ricostruire praticamente tutto -e non lo faranno certo i russi. Se il premier ucraino si dimostra accondiscendente ai desideri dell'Occidente è probabile una qualche forma di "piano Marshall", ma se costui "riservasse sorprese" nei confronti di Biden & associati, è ovvio che un domani i soldi per ricostruire non ci saranno. E questo i capitalisti ucraini che sostengano il governo, non lo possono accettare, dopo tutte le spese sostenute.

Ancora da capire quale sarà il costo di tutto ciò per le classi popolari di ogni paese, ma possiamo stare certi che sarà "un conto salato". Stanno arrivando le prime notizie sugli effetti drammatici che questo conflitto porta al cosiddetto "Corno d'Africa" . In un mondo sempre più interconnesso, un conflitto di questa portata ha ovvie ripercussioni negative sulle zone più povere del pianeta, infatti " metà del grano e dei cereali distribuiti dal World Food Programme (WFP) per gli aiuti alimentari nelle aree di crisi umanitarie, come quelle del Corno d’Africa, proveniva dagli stessi paesi in guerra e [...] oggi questi aiuti, a causa del conflitto, sono interrotti" (5).


Fabrizio Cucchi /DEApress


(1) L'intervista al ministro degli esteri russo è stata messa in onda su Rete 4 all'interno del programma "Zona Bianca".
(2)https://europa.today.it/attualita/ue-bacchetta-media-italiani-cremlino.html
(3)https://www.bbc.com/news
(4) https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_23/boris-johnson-non-esclude-vittoria-russia-come-va-davvero-terreno-l-armata-rossa-non-avanza-ma-ha-preso-40-villaggi-64acb382-c2ee-11ec-b8f2-6e6ac278e36c.shtml
(5) https://www.ilpost.it/2022/04/21/guerra-ucraina-crisi-alimentare-africa-actionaid/

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Maggio 2022 18:57 )  

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