Africa Day Festival a Firenze: cronaca delle prime giornate

Mercoledì 24 Maggio 2017 17:07 luca grillandini
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Tre giorni di visibilità per festeggiare l'Africa - Le prime due giornate del Festival Africa Day si sono concluse presso l'Università di Firenze - DIDA, Chiesetta di Santa Verdiana. Africa Day è un festival indipendente organizzato dall'Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura e dal Centro Socio-culturale DEA Onlus, in occasione della giornata mondiale dell'Africa. Una collaborazione sviluppata nel corso di molti anni tra gli Art Director dei Festival Mediarc e MediaMix, Prof. Alberto Di Cintio Silvana Grippi. Domani la giornata conclusiva con performance musicale e aperitivo offerto da alcune comunità africane.

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Un eccezionale successo per l'accattivante novità che ha unito in un mix le varie arti e culture africane. Foto, video, arte e costumi provenienti da una realtà troppo nascosta, eppure così presente anche sulla sponda settentrionale del Mediterraneo. Un vento d'Africa che avvolge in un abbraccio caldo e colorato la città di Firenze. Un anfiteatro di immagini e colori. Usanze e costumi che fuoriescono dall'espressività di un continente traboccante di vitalità.

Inaugurata la mostra dei reporter DEApress: gli scatti di Silvana Grippi conducono in viaggio tra le donne del nord Africa, dal Sahara al Sahel, fino alla fascia tropicale. Ma capita anche di ritrovarsi, con le foto di Marco Agresti, tra le chiassose strade del Cairo dopo il tramonto durante il Ramadan o tra i volti della Valle dei Re. Non può passare inosservato il reportage di Luca Grillandini, che esplora le facce della depredazione economica nella discarica di Agbobloshie, ad Accra, la più grande distesa di rifiuti elettronici del West Africa, in cui uomini e animali convivono in mezzo a colonne di fumo tossico; ma anche il fascino delle cerimonie Yoruba legate alla fertilità della terra attraverso l'identificazione con la figura femminile. Eusebio De Cristofaro ha fotografato riti e maschee durante la Biennale di Venezia 2017. Stefano Molino ci ha inviato come foto "Cartoline dal Togo". E con Francesca Dari ci addentriamo in un vintage bianco e nero profondo. Infine, una rarità, la preziosa collezione di fotografie d'epoca (inedita) del Prof. Nello Puccioni, scattate durante una Missione di Antropologica ed etnografica , condotta dall'Università degli Studi di Firenze nel 1924.

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Di notevole valore scientifico la proiezione di una serie di filmati, girati in 8mm tra il 1935 fino ai giorni nostri. Rare immagini prodotte dall'etnologa Simonetta Bono, dagli studiosi Alberto Simonetta, Fabrizio Mori e Paolo Graziosi e provenienti dagli Archivi dell'Università di Firenze, Archivi privati e della Regione Toscana. Un patrimonio di grande valore di culturale che si riscopre grazie al coordinamento del prof. Alberto Di Cintio Art Director del Festival insieme a Silvana Grippi, che ci dice: "Questa Mostra restituisce alla cittadinanza, la conoscenza di vari settori tra cui l'antropologia visuale che dona valore aggiunto alla funzione sociale della divulgazione scientifica e culturale dell'universitaria, che troppo spesso vive rinchiusa nei ristretti circoli accademici. Questo evento ci mostra un itinerario sconosciuto e per troppo tempo rimasto inaccessibile, in cui vengono presentate Manifestazioni dell'identità afriana: le feste per l'indipendenza, i riti, le danze, le musiche, i misteri, la meravigliosa natura e la vita quotidiana all'interno dei villaggi".

L'atmosfera del festival è accompagnata dai ritmi musicali africani del dj kris (nigeriano) e dal poeta Roger Smice, che ci ha offerto un reading di poesia, accompagnato da istallazioni video.

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In esposizione anche le creazioni di tre artisti: Sergio Biliotti con un opera dal titolo "Caos", Nilofar Nehrin con quattro tele sui nomi di Allah, Luloloko che, con le sue le maschere di guerra incise e il vestiario tribale, propone una realtà ricca di sfumature, mantenendo vivo il colore della sua terra e delle sue radici, offrendo anche le sue ultime produzioni nel campo della moda e del design che abilmente fondono tradizione e innovazione.

Un insieme di ricchezze culturali che rendono onore all'arte e alla condivisione. Vite piene di storia e intrise di conflittualità: una festa che rispecchia una realtà piena energia vitale, condizionata dalla depredazione economica e dal colonialismo ma che fa godere gli occhi e valutare insieme i percorsi di vita comue.

Hanno aderito alla manifestazione esponenti delle varie comunità nazionali africane in Italia e associazioni di volontariato e no-profit. Si ringraziano per la partecipazione: il Nucleo Operativo della Protezione Civile di Firenze ed il Comitato Selma, che ha testimoniato la solidarietà al popolo Sahrawi. Inoltre, per il coordinamento del settore video, musica e allestimento: Cristiano Lotti e Alessandro Zollo. Per l'ufficio stampa: Stefano Maulicino, Ivan Casato e Benedetta Rizzo.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 31 Maggio 2017 08:10 )