Berlino ha deciso di sospendere il regolamento di Dublino sia per i richiedenti asilo siriani in fuga dalla guerra che infuria nel paese dal 2011 e che continuano ad affluire in Germania. Lo ha stabilito il 21 agosto l'ufficio federale tedesco per l'immigrazione e i rifugiati (Bamf) in una circolare circolare interna, anche se le nuove regole sono state rese pubbliche solo ora. A beneficiare del provvedimento saranno i 44.417 richiedenti asili che hanno fatto fatto domanda tra gennaio e luglio del 2015, ma anche gli 800mila profughi stimati entro la fine dell'anno.
Secondo il Trattato di Dublino – ratificato dai paesi dell'Unione europea più Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera – i richiedenti asilo possono presentare domanda soltanto nello Stato di primo arrivo ma, grazie alla sospensione temporanea del protocollo, «la Germania diventerà lo stato membro responsabile di valutare le loro richieste di asilo», si legge nel comunicato ufficiale del governo tedesco. In base alla "clausola di sovranità", infatti, uno stato membro può volontariamente accettare le richieste di asilo senza alcun obbligo da parte dell'Unione europea.
La Commissione europea ha elogiato la decisione di Berlino: «Accogliamo con favore questo atto di solidarietà europea» ha dichiarato un portavoce, sottolineando come la Germania risulti il primo paese europeo ad applicare in parte il piano Ue – non ancora in vigore ma il cui iter di approvazione è in corso – che prevede la redistribuzione di richiedenti asilo da Grecia e Italia verso altri paesi Ue di siriani, eritrei e altre nazionalità provenienti da zone di conflitto.
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