Libertà per Leonard Peltier e gli altri prigionieri politici negli Usa

Lunedì 16 Gennaio 2017 18:15 Fabrizio Cucchi
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Questi sono gli ultimi giorni della presidenza Obama. Nessuno può sapere con esattezza cosa farà il suo successore, ma certamente Donald Trump avrà una sensibilità ancora minore per i diritti delle minoranze e per i diritti dei dissidenti politici. Quindi questi sono gli ultimi giorni per chiedere -con qualche possibilità di successo- la scarcerazione dei prigionieri politici nelle carceri Usa.


Tra questi ricordiamo il famoso Mumia Abu-Jamal, ( https://it.wikipedia.org/wiki/Mumia_Abu-Jamal ), e l'attivista per i diritti dei nativi Leonard Peltier. A proposito di quest'ultimo sulla pagina virtuale http://www.huffingtonpost.it/2014/03/21/barack-obama-a-roma_n_5006178.html?1395575813&utm_hp_ref=italy, Andrea De Lotto sintetizza così la vicenda: “Siamo nella riserva dei Lakota Oglala di Pine Ridge, nel sud Dakota. Il 26 Giungo 1975 nei pressi della comunità indiana si presentano in auto, senza alcun segno di riconoscimento, due agenti dell’Fbi: la scusa è la ricerca di un uomo che ha rubato degli stivali. È probabilmente una trappola, tanto che nel giro di poco tempo si scatena una sparatoria tremenda con centinaia di agenti e militari. Gli Oglala Lakota si difendono, rispondono al fuoco e alla fine sul terreno restano tre corpi: due agenti dell’Fbi e un indigeno. Tutta la comunità riesce a scappare e a nascondersi, si scatena una caccia all’uomo di dimensioni impressionanti. Per l’indiano americano morto non fu aperta alcuna indagine, mentre per i due agenti vennero imputate tre persone. I primi due arrestati vengono processati ed assolti sulla base della legittima difesa, rimane il terzo accusato, Leonard Peltier. È su di lui si riversa tutta la rabbia dell’FBI”. [...] Egli stà (adesso riprendo la citazione) : "pagando per le tante lotte che aveva condotto e stava conducendo per i diritti delle popolazioni native”.


Nei prossimi giorni sono state proclamate diverse iniziative anche in Italia, appunto perchè Obama, prima di lasciare la Casa Bianca, compia un gesto di giustizia rendendo la libertà a tutti loro. Tra queste un presidio a Firenze, di fronte al consolato americano, il prossimo giovedì alle 17, 30.

Fabrizio Cucchi, DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Gennaio 2017 18:26 )