
Firenze,21 marzo
Ed eccoci al settimo gionro di Festival Koreano "Love on Air" di Kwol Chil-In è un dolce commedia, brillante, allegra, spensierata con la giuste dose di cattiveria del genere umano, ma col tanto sospirato lieto fine e " vissero felici e contenti". Gina è l'ex leader di una girl band, le Purple, e, ormai caduta nel dimenticatoio, si ricicla come conduttrice radiofonica di un programma musicale. Rappresentata da un agente cialtrone e inaffidabile, gli unici ingaggi che riesce ad ottenere sono per festicciole private di basso livello. Anche gli ascolti della radio colano a picco e un nuovo produttore viene chiamato a rimpiazzare il precedente e a tentare di risollevare le sorti dell'emittente. Ma l'uomo è glaciale come il caffè freddo che beve in gran quantità e la coesistenza si preannuncia complicata: riuscirà la bella Gina a scongelare il suo cuore di ghiaccio? In nome dell'amicizia Gina prefisce ,all'apice delle fama del gruppo , sciogliere il gruppo piuttosto che svelare che una delle ragazze dovrà affrontare il riformatorio. Non avvisando neanche la terza compenente del gruppo che si sente tradita. A questo si aggiunga una squattrinata cantatne che pur di farsi pubblicità riesce ad ottenre di poter cantare nel programma condotto da Gina ed accusandla falsamente di aver plagiato il suo singolo. Il freddo uomo di ghiaccio scoprià l'inganno e anche rischiando il posto , per la millesima puntata del programma farà cantare a Gina il suo nuovo singolo. Non si fa attendere il lieto e dolce finale dove finalmente l'uomo di chiaggio e la sensibile Gina si abbracciano con relativo bacio appassionato.
Trailer : http://www.hancinema.net/video.php?table=film&id=27571
Nel pomeriggio si è svolto un interessante dibattito riguardo all'eros nel cinema coreano.
Il regista KIM DAE-SEUNGha presentato il suo film " The concubine"
trailer: http://www.youtube.com/watch?v=4wQGqs502Qw
La povera Hwa-yeon decide di lasciarsi alle spalle la sua vita di stenti e si offre di diventare una delle concubine del re. Diviene oggetto di morbose attenzioni da parte del visioso principe Seong.Won e del giovane Kwon-yoo, che non può permettersi una passione verso Hwa. Da mero e losco intrigosessuale, il rapporto diviene politico ponendo in pericoli i tre.Col regista JEONG BYEONG-GIL
arriva l'azione ed il triller di "Confession of murder"
trailer: http://www.youtube.com/watch?v=vr_YQMajDS8&feature=player_embedded
la trama è avvincente: a distanza di 15 anni il serial killer responsabile della morte di dieci donne è ancora sconosciuto. Il giorno in cui scatta la prescrizione del reato ed il caso viene definitivamente archiviato uno dei parenti delle vittime si getta di sotto da un palazzo sotto gli occhi del detective Choi che ha lavorato sul caso. Due anni dopo il tragico fatto un uomo, Lee Du-seok, pubblica un romanzo auto-accusandosi dei delitti. Il libro diventa un best-seller, ed il detective e l'autore si ritrovano faccia a faccia. Choi non crede che Lee possa essere il vero responsabile, ma solo un abile truffatore. Ed è proprio allora che un altro uomo si fa avanti, attribuendosi a sua volta la paternità dei misfatti. Il film si districa bene tra bravissimi controfigure, azioni spettacolari, musiche coinvolgenti, descrivendo con accurata minuzia di particolari la fama che investe i personaggi popolari, anche se negativi. Da qui l'idea fantastica del fan club pro omicida, che si scatena contro il club, diciamo così delle vittime. Una fotografia esasperata del crimine, o meglio della popolarità che il crimine dona. Intelligente l'idea del regista di giocare sull'assenza di valori della società siffatta che è pronto ad organizzare dibattiti tra poliziotti ed omicida. Il termine della prescrizione si applica anche per gli assassini, quindi decorso il termini previsto il colpevole è libero e può trarre vantaggio economico dai crimini da lui compiuti. Interessante critica, seppur in taluni momenti fantastica ed irreale del sistema giudiziaro coreano. Dato il passato di controfigura il regista ha forse un pò esagerato con le azioni, in autostrada con personaggi in grado di combattere su cofani di autovetture lanciate ad alta velocità. un bel film, con un messagio profondo nonostante, talvolta, il troppo forse distoglie l'attenzione dal reale imput.
Maria Grazia Silvestri
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