La BBC riporta (1) la notizia secondo cui una "soffiata" avrebbe rivelato l'uso di un software militare israeliano chiamato "Pegasus" per sorvegliare i cellulari di giornalisti, attivisti politici, sindacalisti e altri, in tutto il globo. Sono stati rivelati circa 50.000 numeri di telefono che sarebbero sotto sorveglianza con questo strumento, numeri intestati soprattutto a persone residenti in dieci paesi, tra cui l'Ungheria (membro dell'Unione Europea), il Messico e l'Arabia Saudita, i cui governi hanno ufficialmente negato di essere coinvolti. Persino nomi di giornalisti inglesi, statunitensi e francesi sarebbero però "venuti fuori" da un controllo sugli intestatari di alcuni di questi numeri, cosa che rende l'intera questione "particolarmente scottante". Il quotidiano "Washington Post", insieme ad altre testate, è riuscito ad accedere a un campione di 37 di questi cellulari e a dimostrarne l'effettiva "infezione" (2). L'azienda produttrice era già stata citata in tribunale da WhatsApp per ragioni simili. Se anche l'Italia si è in passato, resa protagonista della creazione e diffusione di simili strumenti (3) è difficile credere che tutto ciò si sia svolto all'oscuro dei governi interessati, e che in particolare quello israeliano "non ne sapesse nulla". Ovviamente l'azienda produttrice coinvolta è la prima a negare ogni accusa...Edgar Snowden, colui che ha rivelato al pubblico mondiale l'esistenza della sorveglianza di massa statunitense, ha dichiarato che questa sarà "la storia dell'anno" (4).
Fabrizio Cucchi /DEApress
(1) https://www.bbc.com/news/technology-57881364
(3) https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2015/07/06/news/hackerato_hacking_team-118452298/
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