
Come viene vista la situazione del Mediterraneo ad oggi?
Questa è la domanda che ci siamo posti per trovare un unico fronte comune tra l’ambiente, la realtà geopolitica e la proporzione del fenomeno sull’immigrazione. Abbiamo voluto tentare, con una serie di incontri tra passato e presente, di individuarne il profilo per tentare delle linee da seguire.
Se vogliamo analizzare le problematiche bisogna imparare a leggere e ascoltare le varie narrazioni, le esperienze e la ricerca di verità nascoste. Così è nato questo studio sul Mediterraneo organizzato dall’associazione Didattica Espressione Ambiente, che da oltre venti anni divulga notizie per far conoscere la situazione geo-ambientale e politica dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il risultato del lavoro svolto è stato illustrato più volte, nelle scuole, con mostre e dibattiti in alcune città italiane (tra queste si ricordano Firenze, Genova, Napoli, Palermo e Mazara del Vallo).
Il Forum sul Mediterraneo del 2024 nasce da una esigenza di approfondimento che ha portato a cercare un filo conduttore che aiutasse a far riflettere sui rapporti tra gli abitanti di questo “mare nostrum” e la sedimentazione territoriale, così da poter capire la devastante emorragia che affligge questi paesi. Qual è la linea di faglia tra un confine e l’altro, potrebbero essere le esperienze culturali o religiose da mettere a confronto?
I nuovi problemi socio-economici sono: il clima, la povertà estrema e le carenze sanitarie. Abbiamo invitato a discutene accademici e studiosi di vari settori e da questo dialogo è scaturita l’esigenza di una divulgazione che possa permettere a tutti di addentrarsi nella conoscenza delle problematiche emergenti dell’attuale sistema. Sistema che non ignora le difficoltà per superare un dissanguamento di terre potenzialmente ricche e belle ma cerca di dare sostanza ed equilibrio allo studio del Mediterraneo.
Le ultime guerre hanno scosso le nostre coscienze sul fenomeno dell’immigrazione e soprattutto del concetto di confine, sono emerse così considerazioni divergenti di cui si deve tener conto per i continui cambiamenti sociali.
Il dibattito continuo e le varie ipotesi intendono porre mediazione e solidarietà per poter sviluppare rapporti concreti nel futuro. La penisola balcanica, l’Asia minore, l’Italia, il complesso Iberico e l’Africa del nord giocano un ruolo importantissimo nella storia dell’uomo e ne rappresentano il fulcro centrale.
Durante l’ultyimoi incontro sul Mediterraneo è stato fatto un excursus passando dalla storia alla geografia affrontando sia l’economia che le opinioni sociali e culturali.
Il Mediterraneo attraverso i tempi: come luogo geografico, come spazio, ma soprattutto come culla delle grandi civiltà con i suoi conflitti tra mare e terra, concetto di culture con tutte le sue variazioni. Le prime notizie sul Mediterraneo, i suoi abitanti, la cultura e le abitudini, le abbiamo grazie a Strabone (geografo, storico e filosofo) che scrisse un trattato con vere note geografiche sui luoghi da lui visitati.
Nel duemila il Mediterraneo è stato descritto da analisti geopolitici come "medioceano", un corridoio strategico tra l'indo-pacifico e l’Atlantico di cui mettere a confronto varie testimonianze di cui il mediterraneo costituisce un vero e proprio banco di prova per una vita futura, per i rapporti di buon vicinato, ma purtroppo il condominio è devastato da forme di vita e relazioni contaminati da politiche differenti. Comprendere l’uomo e perché ha scelto di insediarsi in un luogo anziché in un altro, stabilendo una relazione anche tra la vicinanza al mare o oltre ci ha fornito un quadro descrittivo prezioso per la conoscenza sociale. La migrazione è parte intrinseca della storia umana che spesso viene offuscata da narrazioni sensazionalistiche. Tuttavia, la realtà è molto più sfumata di ciò che attira l’attenzione dei media. Quindi non perdiamo di vista la storia attuale.
Allora come cercare una possibile ipotesi adeguata?
Valutare le impressioni e le opinioni di vari studiosi ci è sembrato l’unica opportunità, dato che il fenomeno migratorio ci porta a considerare e rivalutare i diritti della donna e dell'uomo come responsabilità morale.
Dato che il numero dell’immigrazione riguardo ai minori è in aumento cì dobbiamo interrogare ma soprattutto abbiamo bisogno di politiche di sostegno, non bastano le sanatorie, bisogna continuare a discuterne e fare valutazioni socialmente utili che “forse” ci porteranno a trovare soluzioni da poter attuare.
Il libro Mediterraneo. Ambiente e immigrazione è disponibile presso la nostra sede in via degli Alfani 16/r, oppure scrivendo a redazione@deapress.com
Prezzo: 18 €
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