Il Museo Alinari di Firenze presenta un nuovo appuntamento di fotografia contemporanea con Patrick Mimram dal titolo Symbols and Symptoms. La retrospettiva fotografica è già stata inaugurata ma verrà aperta ufficialmente il 20 giugno alla presenta dell'autore.
All'ingresso della mostra c'è un cartello ironico scritto in inglese: “I ricchi e potenti collezionisti di oggi, sfortunatamente non hanno lo stesso gusto dei Medici”, con questo aforismo iI francese Patrick Mimram ha voluto dare alla presentazione della mostra, oltre all'aspetto innovativo, un'impronta quasi giocosa, multidisciplinare e multiculturale.
Mimram è certamente un creatore di immagini e questa mostra ne è l'esempio: una selezione attenta e particolare di foto analogiche e digitali, tutte dello stesso formato, datate dagli anni settanta al tempo presente. Symbols and Symptoms sta a significare che la forma è portatrice di messaggi sublimali o nascosti e che possono tendere alla manipolazione mentale.

"Attraverso la sua curatrice Alessandra de Bigontina, di lui si apprende che oltre che fotografo - o piuttosto, elaboratore di immagini dei propri video - è anche pittore, scultore, video artista, musicista e che crea installazioni: Al primo impatto eterogeneo, questo contenuto plastico risulta di fatto omogeneo se si ammette l’ossessione poetica che lo fonda…Al tempo stesso personale e universale, la visione dell’artista si sforza di smascherare simulacri e false parvenze…la finzione ricostruisce la realtà. Mimram, ne sciorina un ricco repertorio, facendo largo uso di ritocchi del colore, sovente acido e aggressivo, con tanto rosso sangue sparso su bambolotti decapitati e banane spiaccicate sull’asfalto, o su bocche che masticano e risputano parole. Si nota l’ossessivo ricorso alla postproduzione, per ottenere un’immagine costruita il che gli ha valso l’attributo di fotografo ‘plastico’, cioè, si direbbe tridimensionale. Delle tante serie esemplificate in questa mostra al MNAF, la più raffinata e mimetica della forma, è quella dedicata alle scale mobili, irriconoscibili e perciò elegantissime, perché disegnate e sintetizzate in linee pure su fondi dal blu all’arancio. Ugualmente belli i parcheggi sotterranei, che si riassumono in una serie di scritte tipografiche o al neon, che si inabissano in sequenza, negli inferi della città".

Temple Steps 2, 2008 © Patrick Mimran
"Ma gli aforismi, i motti restano, si direbbe, la passione del poliedrico artista. In mostra troviamo la foto di uno striscione appeso su un cavalcavia che ammonisce sornione: “Non vi preoccupate, tanto nessuno di noi sarà ricordato nel prossimo secolo”, togliendoci anche la speranza di quel risicato quarto d’ora di fama. Ci informano che a luglio Firenze sarà tappezzata di queste massime “che invitano a riflettere”. Una installazione che andrà ad arricchire il progetto Billboard, iniziato nel 2001 a New York, portato in seguito più volte a Venezia, a Roma e a Bologna. Mimram sostiene che il progetto andrà avanti finché lui continuerà ad avere delle idee".

Better Gods 1, 2004 © Patrick Mimran
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